PMI Tessile, Moda e Accessori: Quali Sono le Iniziative di Ripresa

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello

Secondo Confindustria l'Italia sta iniziando una lenta ma ottimista risalita dopo la crisi, con il PIL avviato sulla buona strada,

In seguito ai  graduali allentamenti delle restrizioni anti-Covid, nel secondo trimestre di quest’anno abbiamo assistito ad una leggera  ripresa dei consumi e si prevede, un forte rimbalzo nel 3° e 4° pari a oltre il +4%, che si consoliderà grazie all’impatto che verrà dagli investimenti finanziati dal piano europeo Next Generation EU. Nonostante la produzione industriale sia rimasta stabile a marzo (-0,1%), peggio delle attese, è comunque prevista una variazione positiva nel prossimo trimestre.

analisii PILQuali sono le Iniziative delle fasi di rilancio del Governo per aiutare la ripresa delle PMI?

In questo delicato momento storico , il Governo, con le  istituzioni territoriali e le rappresentanze del mondo Imprenditoriale, per ridare impulso all’export del “Made in Italy” hanno concordato l’avvio di una campagna straordinaria di comunicazione, multilingua e multicanale per sostenere le esportazioni italiane e l’internazionalizzazione  del sistema economico nazionale nei settori maggiormente colpiti dalla crisi post Covid-19. La fase di rilancio prevede la canalizzazione delle risorse del programma Next Generation EU e dei fondi strutturali post 2020 su progetti legati all’internazionalizzazione, con particolare riguardo alla “transizione verde” e della transizione digitale. Usare bene questi fondi è cruciale, per riuscire davvero a mettere presto la testa fuori della voragine in cui siamo caduti.

Qui di seguito alcune delle iniziative che il Governo metterà in atto.

  1. Contributi per i settori TESSILE, MODA e ACCESSORI
    È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 32 dell’8 febbraio 2021 il decreto 18 dicembre 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico che stabilisce le modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell'industria del tessile, della moda e degli accessori. Il provvedimento mira a sostenere il settore del tessile, con particolare riguardo alle start-up che investono nel design e nella creazione, nonché allo scopo di promuovere i giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo. Le risorse disponibili sono pari a euro 5.000.000. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di piccola dimensione, ai sensi di quanto previsto nell'allegato I al regolamento di esenzione, non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un'altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione.
  2. Ripresa graduale delle attività promozionali “in presenza”
    Le iniziative della fase di rilancio prevedono sia la ripresa delle fiere che l’uso delle risorse del piano Next Generation EU. La strategia di questo periodo è contraddistinta, innanzitutto, dalla ripresa graduale delle attività promozionali “in presenza”, sfruttando i grandi eventi in programma nel corso del 2021: la presidenza italiana del G20, con un evento dedicato ad innovazione e start-up, la co-presidenza italo-britannica della COP26, la partecipazione italiana a Expo Dubai 2020, la China International Import Expo 2021 e Innoprom 2021, ovvero significative piattaforme globali di visibilità ed opportunità per le imprese innovative, industrie creative e le tecnologie per la sostenibilità.
  3. Opportunità Economiche e Commerciali offerte dal continente Africano
    Sarà portato avanti lo sforzo per divulgare nel tessuto economico nazionale le opportunità economiche e commerciali offerte dal continente Africano, anche a seguito dell’entrata in vigore dell’African Continental Free Trade Agreement (AfCFTA). In quest’ottica, è previsto un ampliamento della rete degli Uffici ICE in Africa, con l’obiettivo di presidiare i principali “hub” commerciali, quali Nairobi, Abidjan Lagos e Dakar
  4. Paesi e settori prioritari per l’attività di internazionalizzazione  
    Germania, Francia, Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito, il cui peso combinato sull’export italiano nel 2019 è stato pari al 43%, restano i principali mercati di sbocco per il nostro export e, pertanto, vanno presidiati. Oltre ai Paesi avanzati, tra gli Stati prioritari per l’impatto sulla ripartenza quali Cina, Giappone, Marocco, Russia, India, Vietnam, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Canada, Qatar vanno aggiunti per il loro peso demografico o in virtù di prospettive economiche favorevoli i  seguenti Paesi: Turchia, Brasile, Messico, Arabia Saudita.
  5. Gli strumenti finanziari a sostegno dell’export 
    Nel corso del 2021, CDP (Cassa Depositi e Prestiti) mira a enfatizzare il suo ruolo di sostegno alle imprese italiane che intendono sviluppare investimenti in ottica sostenibile nelle economie emergenti e nei Paesi in via di Sviluppo, in particolare attraverso interventi di finanziamento che prevedano un utilizzo combinato di risorse pubbliche e capitali privati.
economia 2021 in crescita

Investire sul futuro richiede razionalità

Imprenditori e manager sono stati sollecitati a tenere il passo con uno scenario economico -finanziario in continuo cambiamento, dove pianificare per tempo e organizzare con metodo le attività sono diventati la chiave per garantirsi un business solido e prospero. In risposta a questo piano di rilancio le aziende devono essere consapevoli di dover lavorare su 3 principali ambiti:

  • Capacità di innovare: adeguare il modello operativo alle nuove esigenze dettate dal new-normal anche attraverso lo sviluppo di nuove competenze con formazione o assunzioni mirate.
  • Internazionalizzazione e diversificazione: la ripresa del business parte dall’internazionalizzazione, occorre ampliare la copertura geografica avviando un percorso di ingresso in mercati esteri di maggior interesse per cogliere a pieno le opportunità della ripresa anche oltre i confini nazionali ai fini di una riduzione del rischio di concentrazione di mercato.
  • Scala e solidità patrimoniale : la necessità di rafforzare la dimensione aziendale, prevalentemente ri-bilanciando la propria esposizione verso terzi, attraverso operazioni straordinarie, per raggiungere la scala sufficiente per essere resilienti e competitive nel medio-lungo termine.

digitalizzazione e internalizzazione

Conclusioni

Per le piccole e medie imprese, segmento più colpito dall’emergenza e sotto alcuni punti di vista meno pronto ad affrontare la crisi in corso ( per livello di digitalizzazione, per dimensione ridotta, per ridotta accessibilità a competenze qualificate), diventa quindi fondamentale capire la nuova realtà che si sta profilando e prepararsi ad affrontare il futuro,elaborando il percorso più adatto. La tendenza per molte PMI potrebbe essere quella di assumere posizioni attendiste o estremamente caute, cercando di vedere come evolverà il contesto di mercato. Atteggiamento questo completamente sbagliato perché è proprio in questo momento che le PMI devono reagire, planificando attentamente le proprie mosse.

All’imprenditore italiano è  richiesto di avere coraggio: è questo il momento in cui bisogna mettere in discussione se stessi e gli altri, anche ricercando forme di collaborazione con partner terzi per poter definire un nuovo standard di mercato. La storia ci insegna come da una crisi possano esserci solo due possibili risultati: vittoria o sconfitta. Chi rimane immobile e passivo agli eventi, ha già scritto il suo destino. Chi cerca di agire e si dimostra proattivo invece, ha buona probabilità di uscirne vincitore. Per ripartire bisogna agire con decisione: rimanere fermi non è più un’opzione adesso

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