Pigiami e Tute: Da Necessità a Virtù

Antonella D'Eri Viesti

Antonella D'Eri Viesti

Chi l’avrebbe mai detto che nel 2020, alle porte del 2021, avremmo parlato di tute e pigiami come tra i trend per questo autunno inverno e come dei ver

i e propri must have nei nostri guardaroba. Ma si sa, le cose possono cambiare molto velocemente e, se non si vuole correre il rischio di finire nel dimenticatoio, bisogna adeguarsi.

Una volta il pigiama era un capo del guardaroba estremamente pregiato: c’erano pigiami in seta o in tessuti ricercatissimi, con texture altrettanto ricercate come il damascato o le righe, proprio perché erano considerati abiti, da indossare con lo stesso gusto degli altri capi di abbigliamento.

Per quanto riguarda, invece, le tute, fino agli anni Novanta erano considerate prerogativa delle persone sportive. Insomma, nessuno avrebbe mai immaginato di poter andare a lavoro in tuta, o addirittura di lavorare da casa. Ma le cose sono in continua mutazione e la moda ha il dovere di registrare ogni cambiamento nelle abitudini dei consumatori per poter intrepretare al meglio le loro necessità in fase di scelta e acquisto finale. In fase, invece, di produzione, bisogna stare attenti a scegliere materiali di alta qualità e anche a considerare l’abbinamento con i modelli più cool che possano rispettare il bisogno di conservare la propria identità e il proprio gusto non rinunciando alla comodità.

Un nuovo modo di comportarsi, un nuovo modo di vestire 

Con il tempo e con la diffusione della grande distribuzione, pigiami e tute sono stati relegati a capi da casa, ma sicuramente non da sfoggiare. Insomma, parti del guardaroba di cui non andare particolarmente fieri e da non mostrare mai, neanche sotto tortura.

Eppure le cose cambiano, gli eventi travolgono la vita di tutti e costretti a rivedere le proprie certezze, anche un pigiama o una tuta possono diventare un capo cool di cui non riuscire più a fare a meno.

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Abbinare comodità e qualità

Comodità non deve però essere sinonimo di sciatteria. Infatti il nostro obiettivo rimane sempre e comunque quello di tutelare il Made in Italy e la qualità che la manifattura italiana che è storicamente garante di ottimi prodotti.

Quali sono, quindi, i tessuti che più si utilizzano nella produzione di pigiami e tute che i consumatori possono sfoggiare durante le loro riunioni su Meet e affini?

  • Il cotone;
  • Il pile;
  • Il cotone garzato;
  • Il caldo cotone;
  • La maglina.

Tra questi, sicuramente quello che ha avuto un rialzo nella produzione è il pile, fino ad oggi usato solo per abbigliamento sportivo e abbigliamento tecnico.

Tessuti comodi, belli e di qualità

I tessuti che abbiamo citato nel paragrafo precedente sono sicuramente quelli più usati per produrre pigiami e tute, senza ovviamente rinunciare alla qualità.

Il pile, il cotone garzato, il caldo cotone e la maglina, in particolare offrono calore.

Infatti, bisogna sempre ricordare che le prime due qualità che si cercano in un pigiama e in una tuta sono calore e comodità. Certo è che si dovrebbe stare anche molto attenti a considerare il design di pigiami o tute.

Passando, infatti, molto più tempo a casa i consumatori hanno bisogno di indossare capi che mantengano sempre una certa bellezza estetica.

Per questo vanno bene le texture a tinta unita, con colori non molto sgargianti o texture classiche come il tartan o il pied di poule, che conservano un’eleganza senza tempo.

I pigiami e le tute che nel pieno dell’inverno, poi, preferiscono il tessuto in pile, diventano dei veri e propri “non più senza”. Per questo i produttori devono tenere ben presente che la produzione di tali capi di abbigliamento può anche risollevare la situazione delle vendite.

I modelli che ricalcano quelli dei “comuni” abiti per uscire sono quelli che sicuramente vanno per la maggiore. Pantaloni molto larghi a vita alta e felpe corte da abbinare con dolcevita corti e maniche strette.

Un freno sicuramente l’hanno avuto quelle tute e quei pigiami sformati con cuori e orsetti che vanno bene massimo per i bambini di dieci anni. I colori sono quelli neutri. Se prendiamo in riferimento la tavolozza Pantone sicuramente spiccano il Celeste Serenity 15-3919, il Rosa Quarzo 13-1520, il Blu Bell 14-4121, l’Old Rose 15-1718, il Classic Blue 19-4052 e il Flame Scarlet 18-1662.

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Cosa rimarrà di pigiami e tute?

Non sappiamo ancora quale sarà il futuro della moda, ma possiamo prevedere che un evento come quello del coronavirus ha sconvolto completamente le abitudini dei consumatori e, ovviamente, anche quelle dei produttori che si sono dovuti adeguare velocemente.

Ma crediamo che nessuno più rinuncerà alla comodità.

 

 

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