Perché Prestare Attenzione ai Collant Sfilati di Gucci

Antonella D'Eri Viesti

Antonella D'Eri Viesti

Lo scorso ottobre il direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele, che dirige la maison dal 2015, ha avuto una delle sue grandi idee in tema di provocazioni.

Infatti, dopo aver proposto un paio di jeans che sembravano essere emersi da un prato bagnato, è stata la volta delle calze bucate a scatenare gli animi dell’opinione pubblica e mediatica. Dato il periodo, tutto sembrava essere un richiamo ad Halloween, ma non era semplicemente questo! Perché una delle più famose e prestigiose firme della moda italiana, conosciuta in tutto il mondo e nota per i suoi accessori e abiti estremamente eleganti e ricercati, propone un paio di collant sfilati alla “modica” cifra di 149 euro?

Cerchiamo di guardare al di là del prodotto in sé e a scoprire tutto ciò che potrebbe essere interessante e accattivante in un’azione come questa.

Viviamo un periodo storico in cui tutto è stato rimesso in discussione: il lavoro, i legami famigliari e amorosi, la salute, il benessere quotidiano, finanche il look. Infatti sarebbe da sciocchi pensare che la moda non ha risentito di questi enormi cambiamenti e che non li abbia registrati secondo il proprio linguaggio.

Paradossalmente, essendo costretti a passare molto più tempo a casa di quanto non accadeva prima e a ridurre al minimo le occasioni sociali e di incontro con gli altri, anche le abitudini in tema di look sono molto cambiate. Il fatto di non preoccuparci in maniera eccessiva del nostro aspetto, ha fatto in modo da farci rilassare molto di più rispetto al passato e di farci accettare gradualmente ciò che siamo a scapito di come vogliamo apparire all’esterno.

collant.jpg 3

Il vero lusso è non avere lussi

Ma come ci colleghiamo, quindi, ai collant strappati di Gucci? Facile! Il vero lusso è non avere lussi. Certo, pensare al fatto che Gucci non sia un marchio di lusso viene abbastanza difficile. Ma infatti lo è, ed è proprio per questo che dall’alto della sua torre d’avorio ha potuto lanciare un messaggio ben chiaro. Inutile continuare a preoccuparsi troppo del proprio aspetto e che un paio di collant bucati non ci rovineranno di certo la giornata.

Per capire meglio la questione del collant bucato, proviamo a fare un salto indietro nel tempo, al tempo in cui avere dei collant bucati potesse rappresentare davvero una tragedia. Negli anni Sessanta del secolo scorso, quando ci fu il boom dei collant fra le donne, avere una smagliatura o addirittura un buco sulle calze poteva essere sinonimo di sciatteria o di scarsa cura di sé. Infatti le donne di quell’epoca tendevano ad assomigliarsi moltissimo fra di loro e ad appiattirsi su un modello di femminilità “tradizionale” che le voleva tutte accasate, ammogliate e con una schiera di figli da crescere. In tutto questo dovevano dare sempre un aspetto sorridente ed estremante curato anche nella semplicità. Una donna non poteva permettersi di dire la propria, a meno che non si trattasse di donne di estrazione sociale elevata, che avevano avuto la possibilità di studiare. Inoltre, nell’immaginario comune, il collant strappato era quello che poteva anche essere ricondotto alla figura della prostituta di strada, che ovviamente non poteva preoccuparsi della condizione delle proprie calze.

Tra gli anni Settanta e Ottanta, invece, i collant strappati vengono adottati dalla moda punk che esprimeva tutta la ribellione degli adolescenti e dei giovani post movimenti del Sessantotto. Collant strappati, jeans bucati, maglie rattoppate diventano il linguaggio estetico di una nuova leva generazionale che non ammette più le coercizioni del mondo degli adulti e della socialità. Basta fingere di avere un aspetto a tutti i costi puliti e puritano. Ognuno può essere libero di essere ciò che è e, in quegli anni, grazie ai movimenti di liberazione sessuale, al femminismo e ai movimenti per la parità e il riconoscimento dei diritti anche a quelle che si definivano “minoranze” etniche e sessuali, anche la moda cambiò completamente rotta, registrando delle mutazioni soprattutto sul piano della quotidianità.

Basta con abiti sartoriali, con stili impacchettati, la socialità si era molto più spostata sulla strada, i ragazzi e le ragazze erano molto più liberi.

collant.jpg 5

I collant strappati come simbolo della liberazione

Dunque, il ritorno del collant strappati, lanciati da una casa di moda come Gucci, non sono assolutamente un fenomeno da sottovalutare. Lo scorso inverno abbiamo visto esplodere pigiami, tute e vestaglie che non avremmo mai immaginato di tirare fuori dall’armadio. E i collant strappati di Gucci si pongono su questa scia di ribellione e rivalsa della propria personalità a costo di tutto.

La moda di questo inverno 2020-2021 e potremmo prevedere anche del prossimo futuro, non contempla stili ricercati, travolgenti e stringenti, ma punta ad un ammorbidimento delle forme e a meno attenzione nei confronti di una perfezione che tanto non esiste e non c’è modo di replicare da nessuna parte.

I collant strappati diventano quindi il simbolo di una ribellione a uno stile troppo patinato che, ormai, non ricalca più i tempi che viviamo. Il vero lusso nel 2020 è sentirsi completamente e pienamente se stessi, anche se questo comporta rinunciare alle apparenze e cedere il posto a tutto ciò che fino a poco tempo fa poteva essere considerato “brutto”.

Basta guardare che cosa sta succedendo agli adolescenti e ai giovanissimi, agli Zed, tutta quella generazione nata dopo il 1998, che già nell’infanzia ha dovuto fare i conti con la terribile crisi economica dei subprime americani nel 2008. Hanno abbandonato le velleità perfezioniste degli anni Novanta e degli anni Zero e hanno adottato uno stile di vita molto più confortevole, pratico che desse risalto alla loro personalità, piuttosto che ai dettami rigorosi delle passerelle.

La moda racconta storie

Inoltre conosciamo quanto sia grande il potere dello storytelling. Un paio di collant strappati possono raccontare molte più avventure di un paio di collant perfetti e mai smagliati. Basti pensare a quante cose immaginiamo quando vediamo un paio di collant strappati, quante storie possono riportare alla memoria. Esattamente come dei jeans bucati o sporchi, come una borsa in pelle invecchiata, un chiodo da motociclista le cui pieghe raccontano mille avventure. Un paio di collant strappati diventano così uno stimolo a poter ricamare delle storie che diversamente non si potrebbero raccontare, riducendo tutto ad un freddo messaggio pubblicitario e promozionale. Una storia immaginata e narrata produce sicuramente molte più vendite e questo Gucci l’ha intuito bene! I suoi collant oggi sono valutati 149 euro, ma con un costo nettamente inferiore si può ottenere lo stesso risultato. E ne abbiamo tutti un estremo bisogno! Voi che ne dite?

Scopri il campo della moda

Commenti

Diventa parte della nostra comunità di Produttori Italiani

Registrati