Moda Sostenibile: 5 Tessuti Ecosostenibili ed Innovativi

Moda Sostenibile: 5 Tessuti Ecosostenibili ed Innovativi
Giorgia Campagna

Giorgia Campagna

Sostenibilità e innovazione, argomenti ormai all’ordine del giorno, anche la televisione ci parla continuamente di iniziative per la salvaguardia dell’ambiente e ci propone alternative ecosostenibili per ogni settore. A volte sentiamo parlare di idee che sono così innovative da sembrare un'utopia impossibile da applicare nella vita quotidiana, eppure sono proprio quelle idee destinate a segnare il futuro. 

All’interno della nostra sezione dedicata alla sostenibilità e all'innovazione, vogliamo parlare di alcune di queste idee ultra innovative, destinate a cambiare l’industria tessile ed il mondo della moda, si spera il prima possibile ed una volta per tutte! 

Tessuti sostenibili: dall’industria alimentare agli scaffali della moda

Da anni ormai continuano ad aumentare le idee di giovani e brillanti menti che, nei casi migliori, finiscono col trasformarsi in startup innovative di successo. E da questo punto di vista, il mondo della moda è uno dei settori più gettonati, essendo uno dei settori più inquinanti al mondo, e perciò anche tra quelli che necessitano di una soluzione il prima possibile. 

Banane, arance, caffè… non è la lista della spesa ma le materie prime di partenza per la creazione dei tessuti sostenibili del futuro che non inquinano e riutilizzano gli scarti dell’industria alimentare, perfettamente in linea con gli obiettivi di economia circolare, ed in ogni caso materie prime vegetali e non tossiche per l’ambiente, a differenza dell’attuale petrolio utilizzato in larga scala per la produzione di tessuti della fast fashion.

Ecco 5 tessuti naturali ed ecosostenibili che dovreste conoscere!

Bananatex: fibra tessile ecologica 

Il primo tessuto ecosostenibile è Bananatex, non occorre riflettere molto per capire che questo tessuto deriva dalle banane! O per essere più precisi, dalle fibre di una particolare specie di banano chiamata abacà, che è nativa delle Filippine, dove infatti si trovano le piantagioni di cui Bananatex si serve, tutte biologiche e ad impatto zero. 

I tessuti vegetali non sono certo la scoperta innovativa del secolo, sono anzi i più antichi della storia, i primi tessuti venivano ovviamente prodotti dalla lavorazione di diversi tipi di piante, basti pensare al cotone. Ma negli anni della fast fashion, i tessuti vegetali sono stati sostituiti dai derivati del petrolio. È proprio questo che ha spinto i creatori di Bananatex, cinque designer svizzeri del brand QWSTION, a cercare soluzioni vegetali e sostenibili. 

Borse in tessuto ecosostenibile Bananatex

Foto dal sito di Bananatex

Il tessuto ottenuto dal banano è resistente e durevole, reso inoltre impermeabile grazie alla rifinitura in cera d’api. È anche prodotto limitando quasi a zero i rifiuti ed usato per dare vita a borse, zaini e simili versatili e dallo stile semplice e minimalista ma molto pratici. La parte migliore? Alla fine del suo ciclo di vita, i prodotti ottenuti con Bananatex non hanno alcun impatto ambientale, sono interamente biodegradabili, chiudendo il cerchio in un’ottica di economia circolare. Fantastico no? Ma c’è di più! L’obiettivo dell’azienda rientra in un’ottica di bene superiore, l’intero procedimento è assolutamente trasparente per permettere ad altre aziende di prendere spunto dal loro tessuto! 

Piñatex: l’ecopelle vegetale dall’ananas

Il secondo tessuto è invece una delle più valide alternative alla pelle. La sua ideatrice, la spagnola Carmen Hijosa, dopo anni di consulenza nel mondo del pellame di lusso, durante un viaggio di lavoro nelle Filippine, ha avuto una vera e propria epifania sui danni ambientali e alla popolazione locale a causa del procedimento della concia delle pelli. È nata così la ricerca di un’alternativa vegetale alla pella animale e soprattutto che non impieghi componenti chimiche incredibilmente tossiche per l’ambiente e per l’uomo. 

Il risultato di questa ricerca è stato Piñatex, prodotto dal brand Ananas Anam, l’ecopelle vegetale che si ricava dalle foglie di scarto dell’ananas che i contadini dovrebbero comunque smaltire. Incentrata sui principi dell’economia circolare e basata su un procedimento di lavorazione a basso impatto ambientale e non inquinante, per dare vita ad un tessuto resistente, traspirante e leggero che può essere impiegato per vestiti, borse o tappezzerie. Piñatex ha anche ottenuto la certificazione B Corp che riconosce l’impegno ambientale delle aziende, insomma un’alternativa ecologica alla pelle a tutto tondo!

Scarpe Nae Vegan in tessuto ecosostenibile Piñatex

Scarpe Nae Vegan in Piñatex


Apple skin: l’ecopelle vegetale dalle mele

Il terzo tessuto sostenibile è un’altra pelle vegetale, questa volta frutto delle ricerche di un’azienda italiana, la altoatesina Frumat. È infatti a Bolzano che per puro caso, come molte volte accade, che Hannes Parth ed il team di Frumat hanno scoperto di poter ricavare una similpelle vegetale dalla buccia delle mele, mentre stavano in realtà cercando di ricavare una colla vegetale. 

In un’ottica di economia circolare, Frumat ricava la sua ecopelle vegetale utilizzando circa 30 mila tonnellate di scarti di mele al mese, per la maggior parte provenienti dalla provincia di Bolzano, riutilizzando gli scarti del prodotto tipico della zona. L’alternativa Apple Skin può essere impiegata per i più svariati usi dall'abbigliamento alla tappezzeria.

S.Cafè: tessuto sostenibile dal caffè

Bere tutti i caffè che vogliamo e riutilizzare i fondi per creare un tessuto antiodore, fresco, che si asciughi più facilmente del cotone e sia in grado di regolare la temperatura in base alla stagione. Oggi è possibile grazie a Jason Chen, proprietario dell’azienda tessile di Taiwan, Singtex, che ha creato il tessuto ecosostenibile S.Cafè.

Il 99,8% del caffè utilizzato per ricavare la bevanda, viene in realtà sprecato, S.Cafè permette di riutilizzare i fondi di caffè per dare vita a vestiti, biancheria intima, scarpe, abbigliamento sportivo e altro. 

S.Cafè tessuto ecosostenibile

Creazione del tessuto S.Cafè 

 

Vegea: dal vino l’ecopelle vegetale

Altro esempio di ecopelle è Wineleather, l’ecopelle ricavata dagli scarti scarti della spremitura dell’uva, grazie all’idea e alle ricerche di Gianpiero Tessitore. Vegea è l’azienda italiana all’origine quest’idea innovativa che consente di applicare i principi dell’economia circolare per ottenere una pelle 100% vegetale interamente Made in Italy. 

Anche in questo caso, si riutilizzano gli scarti di uno dei prodotti tipici dell’Italia, ovvero il vino, di cui il nostro paese è uno dei più grandi produttori al mondo. Utilizzando il metodo ideato da Vegea è possibile creare una pelle applicabile in diversi settori e ideale alternativa alla pelle animale, il tutto utilizzando il vinaccio, composto ottenuto dagli scarti della produzione dei vini italiani.

Orange Fiber: il tessuto ecosostenibile dalle bucce degli agrumi

L’ultimo tessuto della nostra lista è Orange Fiber, nato da un’altra idea innovativa Made in Italy dell'omonima azienda siciliana che ha brevettato un tessuto vegetale e 100% biodegradabile ricavato dagli scarti degli agrumi dell’industria alimentare. Orange Fiber utilizza gli scarti degli agrumi, simbolo della Sicilia, per creare all'interno di un'economia circolare, tessuti ecocompatibili a tutto tondo, essendo il tessuto compostabile.

 

Queste sono solo 5 delle scoperte innovative nel mondo tessile e che possono cambiare il futuro della moda, e che hanno come obiettivo la salvaguardia dell'ambiente ed il riutilizzo di materie prime derivanti da altre industrie. Avreste mai pensato che avremmo un giorno potuto indossare gli scarti provenienti dalle nostre cucine? La tecnologia ci permette oggi di dare vita ad alternative di moda sostenibile, sta a noi preferire tessuti ecocompatibili e fare i primi passi per cambiare il mondo della moda. Sapevate di questi tessuti? Lasciate un commento e fateci sapere se avete trovato l'argomento interessante e volete scoprire altri tessuti sostenibili!

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