Moda Sostenibile: Nuovi scenari Etici e Sociali

Chiara Arena

Chiara Arena

Per Moda Sostenibile si intende la volontà di ridurre il più possibile l’impatto ambientale, nonché sociale del settore tessile. L’ obiettivo della moda sostenibile è quello di ricercare continuamente nuovi tessuti rinnovabili ed ecologici che non siano dannosi per l’ intero ecosistema. I tessuti eco sostenibili in questione, si possono suddividere in quelli prettamente naturali e quelli artificiali di origine naturale. I primi sono pressoché infiniti, giusto per fare qualche esempio, il lino, la lana riciclabile, il cotone organico, la fibra del latte, la canapa e così via; ed i secondi di origine biologica come il modal, il bamboo, il lyocell e l’orange fiber.

“Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.” (detto indiano)

L’ odierna sfida della moda sostenibile si concentra sia sulla ricerca di tessuti e sulla sostituzione delle sostanze tossiche e chimiche presenti nel tessuto, che sulla sostenibilità sociale e sul recupero di tradizioni e saperi sartoriali. Principalmente, lo scenario di moda sostenibile si concentra su tre categorie di movimenti:

  • Eco-Moda, dedicata la sostenibilità ambientale e la ricerca di metodologie innovative per una produzione zero waste; 
  • Moda Etica, incentrata sulla sostenibilità sociale ed è legata al contesto globale; 
  • Slow Fashion, focalizzata sul ripristino del sapere dell’artigianato e delle politiche locali.

 

L’ Eco-Moda e i nuovi progetti di moda sostenibile

L’ Eco-Moda si concentra essenzialmente sulla produzione e sulla realizzazione di capi o tessuti utilizzando fibre naturali, vegetali e animali, così da ottimizzare l’intera filiera riducendo gli sprechi senza ripercussioni sull' ambiente. Oggigiorno nascono continuamente nuove idee di sostenibilità nel settore moda, e focalizzandosi sul made in Italy, ne sono degli esempi l’Orange Fiber, un’azienda tutta italiana che si occupa di realizzare tessuti ecologici lussuosi utilizzando gli scarti di arancia; il NewLife un tessuto in polietilene riciclato che proviene al 100% da bottiglie di plastica post-consumo raccolte e trasformate in un polimero attraverso alcuni processi meccanici, tutto fatto interamente in Italia; oppure l’Econyl, un’altra idea italiana, derivante dalle rete da pesca recuperate in mare o anche dagli scarti dell’imprese tessili o tappeti dismessi; l’azienda Vegea che invece realizza una pelle vegetale con la vinaccia (scarti provenienti dalla produzione del vino); ed infine l’impresa di Mario Cucchetti tessuti, uno dei distretti più importanti del tessile italiano che sviluppa e produce tessuti eco sostenibili ottimizzando la catena produttiva.

Tutte aziende che stanno lavorando sul trend dell’ eco-sostenibilità proprio per limitare l’impatto ambientale ricorrendo al riciclo dei tessuti e all'utilizzo delle fibre naturali piuttosto di quelle sintetiche, che sì hanno un costo minore ma una maggiore incidenza sul pianeta.

 

La Moda Etica e la sostenibilità sociale

Per Moda Etica si intende l’impegno da parte del settore moda a rispettare i diritti umani combattendo il lavoro minorile e contrastando quello sottopagato. Il settore tessile impatta non solo sugli animali e sull'ambiente, ma in particolar modo sulle persone. La moda etica si traduce nell'impiego di manodopera locale piuttosto di quella estera, dove i costi di manodopera sono minori, e sull'investimento nei paesi in via di sviluppo. Sono degli esempi il progetto Royah per le donne afghane, fondato dall'italiana Gabriella Ghidoni, nel quale un gruppo di donne si impegnano nel realizzare capi ispirati alla tradizione afghana; oppure il marchio Dosa fondato da Christina Kim, che collabora con gruppi di artigiani indiani, sudamericani e mediorientali, in un’ottica eco sostenibile.

Molte grandi aziende manifatturiere sono state accusate di sfruttamento del lavoro minorile e di lavoro sottopagato, ma per fortuna ci sono realtà che sostengono un’altra linea di pensiero, che si impegnano nello sviluppo sostenibile ed ecologico di cultura e comunità. La speranza sarà che questi progetti saranno d’esempio per le grandi imprese dislocate nel globo.

 

La Slow-Fashion e il recupero del saperi sartoriali

Si parla spesso di Slow Fashion, ovvero della moda artigianale e sostenibile, che nasce fondamentalmente per contrastare il Fast Fashion del consumismo crescente. La moda nel futuro sarà lenta e pensata. La Slow Fashion punta alla qualità piuttosto che alla quantità, coinvolge laboratori artigianali e sartoriali per promuovere la tradizione locale, e adotta materiali eco sostenibili per arginare l’inquinamento ambientale. La Fast Fashion è diffusa in molti paesi del pianeta mentre la Slow Fashion non è ancora del tutto apprezzata dalla comunità mondiale perché implica dei costi di produzione troppo onerosi.

L’idea è quella di puntare al contenimento degli sprechi e di scegliere le soluzioni ragionevolmente più sostenibili. Noi di MakersValley promuoviamo aziende che rispettano questi principi e utilizzano tessuti eco-sostenibili per arginare l’inquinamento.

Noi scegliamo la moda sostenibile e tu cosa scegli?

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