Low Cost e Sostenibilità: E'Possibile? Nuna Lie: Una Storia di Successo Tutta Italiana.

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello

Il settore della moda negli ultimi anni è stato rivoluzionato dal modello del Fast Fashion che ha ribaltato qualsiasi logica produttiva, distributiva e comunicativa del sistema tradizionale. Involontariamente l’evoluzione di questo modello ha portato ad avere aziende con una filiera produttiva sempre più inquinante e dall’altra parte dei consumatori inconsapevoli dei danni ambientali che causano comprando e buttando una quantità di vestiti sempre più consistente. Il settore moda ha così raggiunto il triste traguardo di “seconda industria più inquinante al mondo”. 

Negli ultimi anni però si è assistito ad un' inversione di tendenza. Entra nel vocabolario delle aziende produttrici la parola “moda etica e sostenibile”. Fare moda etica e sostenibile, producendo vestiti ecosostenibili a prezzi contenuti è possibile. Attualmente sono già molte le realtà produttive che hanno aderito a questa riscoperta versione del fashion business. Quello che andremo a raccontare in questo articolo è la storia di successo del piccolo (grande)  marchio italiano low cost: Nuna Lie

Può un grande brand essere sostenibile?

In primis, il connubio low cost e sostenibilità: può esistere? La risposta è Si. Può essere sia l’uno sia l’altro? Sì, se si controllano accuratamente ritmi e modalità di produzione. Lo dimostra questo giovane Brand che dal 2003 ha il suo quartier generale a Monterotondo Scalo, in provincia di Roma. Nuna Lie è un marchio italiano leader del fast-fashion, ha circa 300 dipendenti ( 97% donne), 110 negozi in tutta Italia e cinque all’estero (quattro in Svizzera e uno in Spagna).

Un successo fuori dal comune in un periodo di grande crisi per la moda, che premia le scelte gestionali di Berniero Scarpa, l’imprenditore laziale che ha fatto dell’approccio etico il suo imprimatur. Questi alcuni numeri del suo Brand negli ultimi anni: nel 2019 ha registrato ricavi per oltre 54 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto all’esercizio 2018. Secondo l’imprenditore per essere sostenibili l'unica strada da percorrere è produrre di meno e  produrre secondo necessità, riducendo in questo modo al minimo le giacenze di magazzino e dunque l’invenduto che deve essere smaltito.

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I distretti italiani coinvolti nella produzione del brand 

Il 70% dei capi Nuna Lie sono fatti in Italia, la produzione è concentrata soprattutto nei distretti di Prato, Napoli e Como, con cui condividono anche il processo creativo, che ogni settimana porta nei  negozi 30-40 capi nuovi.

Secondo questo giovane brand i distretti della moda sono la base nascosta su cui poggia il fashion system italiano. Tutte le regioni italiane, seppur in modi diversi tra loro, sono caratterizzate da una notevole ricchezza produttiva e creativa, che li rende terreno fertile per la tutela dell’artigianato e della tradizione, ma anche per l’innovazione.

Un’azienda attenta al Welfare e Formazione

L’azienda opera da oltre dieci anni nel mercato del fashion retail al femminile, si contraddistingue per un’attenzione alle politiche di welfare in materia di formazione e crescita delle dipendenti. Nuna Lie ha sempre lavorato con degli incentivi al personale basati sul raggiungimento degli obiettivi da parte di ciascun negozio. Definito brand tutto al femminile ( su 300 dipendenti 280 sono donne), ha attuato  politiche di welfare interne volte a ottimizzare tempi, migliorando la qualità della vita: dallo smart working, ai bonus elargiti, per esempio, con buoni benzina, incentivi per assicurazioni mediche, biglietti e abbonamenti per concerti e teatri.

La formazione del personale avviene con consulenti esterni oppure tenuti da dipendenti senior che ormai formate si spostano e svolgono attività da docenti. Un successo questo che permette di capitalizzare la formazione e indice di crescita professionale.

La capsule "Bohémien Collection"

L’impegno del marchio italiano low cost Nuna Lie a supporto di moda sostenibile e produzione responsabile passa anche per l’attuale collezione moda Primavera Estate 2021. Per ridimensionarsi in un contesto produttivo più etico, Nuna Lie ha infatti realizzato una capsule collection ideata sul concetto di upcycling. Si chiama Bohémien Collection,una collezione che dà nuova linfa e vita a tessuti inutilizzati durante il lockdown e a giacenze di magazzino. Il mood possiamo ben immaginarlo: è pienamente bohémien e si ispira anche al gusto dei festival californiani. Seppur nati da materiali destinati allo smaltimento questa capsule, infatti, nasce col desiderio di rispettare l’ambiente, ma al tempo stesso di seguire il gusto delle clienti.

“Questa piccola collezione è nata per dimostrare che essere sostenibili è possibile, ottimizzare e avviare i processi in un’ottica etica senza perdere la propria identità si può fare, senza per forza aumentare i prezzi. Perché la sostenibilità non deve essere a carico del cliente, ma un percorso da fare insieme, soprattutto quando si parla di fast fashion”( cifr Samuele Di Nepi socio fondatore).

Per la fine dell’anno 2021 è prevista anche una capsule di make up, sempre prodotto in Italia, con colori abbinabili a quelli della collezione autunno-inverno.

Conclusioni

Il periodo della Pandemia ci ha fatto vivere momenti in cui tutti avremmo voluto arrenderci e mollare gli obiettivi prefissati, ma è proprio in questi momenti che reagire e soprattutto reinventarsi può fare la vera differenza. Per tutti i produttori della moda firmata Made in Italy il successo di questo  Brand deve rappresentare  un messaggio di positività e soprattutto di crescita in un momento storico così difficile.

Che orgoglio, che Nuna Lie sia un marchio italiano!

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