Il Distretto Tessile dei Trulli: Martina Franca e L'Eccellenza del Capospalla

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello


Nella regione Puglia possono essere individuate sei realtà produttive che hanno i requisiti propri di un distretto industriale,

  • il "Distretto Nord Barese-Ofantino", a cavallo tra la provincia di Foggia e quella di Bari, specializzato nella produzione di calzature
  • due nella provincia di Bari: il "Distretto Conca Nord Barese" dove rilevante è la produzione di abbigliamento e maglieria e il "Distretto murgiano" del mobilio
  • due nella provincia di Lecce Il "polo calzaturiero di Casarano" e il "Distretto tessile di  Nardò-Gallipoli"
  • il "Distretto dei Trulli", a cavallo tra la provincia di Bari e quella di Taranto, estendendosi senza soluzione di continuità fino a Brindisi, in cui una parte rilevante della popolazione attiva è occupata nel settore dell’abbigliamento 

Il distretto dei Trulli è composto da 5 comuni di cui, 4 rientrano nella provincia di Bari (Alberobello, Castellana Grotte, Locorotondo, Noci e Putignano) e uno nella provincia di Taranto (Martina Franca). Il distretto subisce una forte attrazione funzionale nei confronti di Putignano e Martina Franca, città in cui sono presenti diverse imprese finali, con marchi propri e un’interessante collocazione di mercato in virtù di prodotti di qualità media e medio-alta. Quanto alle specializzazioni produttive, a Putignano, Castellana, Ginosa, Grottaglie e Martina Franca operano oltre 300 laboratori qualificati nella produzione di abiti da sposa, cerimonia e capispalla. Uno su sei di questi esporta ormai all’estero, per altro con ottimi risultati. In quasi tutte le città del distretto poi sono prodotti capi di abbigliamento per uomo, donna e bambino, tutti di buon livello qualitativo.

custom-tailoringCenni storici di Martina Franca: La Patria del Capospalla

Le origini del sistema produttivo di Martina Franca hanno inizio negli anni Quaranta, caratterizzati dalla produzione di mantelle comuni e di capani (un giaccone molto pesante, tessuto in lana fuori e dentro in tartan), creati d’estate per poi essere venduti d’inverno sia sui mercati interni ed esterni alla regione sia a domicilio, a fine giornata.

Con il passare del tempo e per soddisfare le esigenze dei clienti sempre più numerosi  la produzione assume nuove connotazioni e caratteristiche, la mantella diventa capospalla da uomo e da donna, un prodotto che conquisterà sempre più mercato, anche internazionale. Lo sviluppo vero e proprio, con la trasformazione di questi piccoli laboratori in grandi industrie tessili, arriva negli anni Settanta. Nasce allora, anche a Martina Franca, la virtuosa catena di montaggio che rende la materia prima prodotto finito, attraverso le fasi del taglio della pezza, del cucito e della rifinitura. Tra gli anni Ottanta e Novanta si consolida, "esplode”.

Sono quelli gli anni d’oro del distretto. L’abito a festa esce rifinito dagli opifici per vestire le maestranze che godono di garanzie e prospettive. La manodopera, quasi tutta femminile, compie presto la sua scelta verso il mondo delle confezioni: la professione antica li porta a lasciare la scuola a 14 anni e a seguire il ritmo della carriera dell’artigiano.

L’atmosfera industriale: un bene pubblico

Martina Franca è un’area produttiva apprezzabile e autopropulsiva. Apprezzabile, poiché il suo prodotto finale di qualità medio-fine si vende anche sul mercato internazionale e alla sua riuscita risulta fondamentale il concorso della tecnica dello stiro senza la quale anche il miglior tessuto non avrebbe la stessa resa. Autopropulsiva, in quanto ha trovato in sé le risorse e le potenzialità affinché le imprese si sviluppassero e ha favorito una continua crescita imprenditoriale ed economica attraverso la nascita di imprese ausiliarie che realizzano accessori e apportano modifiche agli stessi trasportano materie prime e prodotti finiti, vendono o adattano macchinari alle esigenze specifiche della produzione locale di capispalla. Martina Franca è stata capace di rinnovarsi, di innestare nuovi settori sui vecchi, di articolare l’industria originaria in fasi sempre più specializzate, mantenendo la propria identità, forse non del tutto consapevole dell’importanza e della solidità dell’economia locale e dell’appartenenza ad un importante e nascente distretto tessile.

Un’ Arte tramandata da padre in figlio

Come abbiamo detto Martina Franca è integrata nel mercato prevalentemente con il capospalla perché possiede oltre al sapere codificato, inglobato nelle macchine e nelle attrezzature all’avanguardia utilizzate, quello contestuale, tramandato di generazione in generazione. C’è sempre stato qualcuno da cui imparare o qualcuno a cui trasmettere le conoscenze e i segreti del settore o da aiutare nell’avviare un’attività in proprio. Quasi sempre l’esperienza è stata avviata nell’azienda paterna (e in qualche caso materna) o in quella all’interno della quale, in precedenza, il padre aveva lavorato. La passione con cui un imprenditore svolge la propria attività lavorativa si riflette sulle persone che lo circondano  e molto spesso è accaduto che nel figlio nasca istintivamente il desiderio e l’entusiasmo di collaborare e di garantire la continuità nell'attività imprenditoriale di famiglia. Lo scopo di ogni imprenditore martinese mira a sviluppare e potenziare le risorse locali, migliorare il tenore di vita di molta gente e creare «una piccola grande ricchezza» in quell’amata realtà che è del proprio paese a cui tutti indistintamente sono legati.

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Martina is fashion

Oggi, con la consapevolezza che ormai il mercato, principalmente estero, richiede  il vero Made in Italy fatto di artigianalità, qualità e design, il settore tessile sta riscoprendo una nuova alba. Per incentivare e sostenere tale processo l’amministrazione comunale ha messo in atto il progetto “Martina is Fashion”. Per la prima volta dieci marchi della moda locale (Tagliatore, Berwich, Angelo Nardelli 1951, Tardia, Fradi, Bottega Martinese, Hevò, 0909, Alessandro Dell’Acqua e Havana&Co.) fanno sistema insieme all'amministrazione comunale partecipando a partire dal 2018 alla Fiera Pitti uomo,considerata dagli addetti ai lavori la piattaforma più importante per le collezioni di abbigliamento maschile e per il lancio dei nuovi progetti di moda su scala internazionale.

Il 26 novembre 2020, in pieno periodo di pandemia, è stato firmato  il primo Protocollo d’intesa dedicato alla tutela e valorizzazione del Made in Italy e dell’economia di prossimità del tessuto produttivo di Martina Franca. Una firma importante che sarà apposta per la prima volta nella storia di Martina Franca e che unisce il Comune, l’Università degli Studi del Salento, le maggiori organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL) e le associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Cna/FederModa). Si dà avvio a un concreto rapporto di collaborazione per promuovere azioni efficaci a proteggere e diffondere il Made in Italy, oltre a sviluppare, nelle forme migliori, il commercio di prossimità.

In un periodo storico in cui prevalgono le individualità, le Aziende del Distretto di Martina Franca  stanno provando  a far vincere il “noi”.

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