Il Carta Modello: Perché Essenziale per l'esecuzione di un Capo di Abbigliamento?

Il Carta Modello: Perché Essenziale per l'esecuzione di un Capo di Abbigliamento?
Anna Brancaccio

Anna Brancaccio

Non esiste un capo di abbigliamento perfetto senza la realizzazione di un cartamodello perfetto.. ma quali sono gli accorgimenti per la realizzazione di un cartamodello che si rispetti?

La Storia

I  primi cartamodelli risalgono al ‘400, fu  un tentativo di proporre un metodo di organizzazione del taglio del tessuto Si, perché prima di avere un cartamodello, il modello era tracciato direttamente su stoffa e tagliato da esperti tagliatori. Ma ancora prima c'era un altro sistema, ancora più antico, cioè quello di modellare direttamente sulla persona il tessuto ricavando pince e riprese in base alla conformazione fisica del cliente; in pratica un po' come faceva Madaleine Vionnett, che conosceva bene questi metodi antichi.
Inizialmente l’abito rappresentava un segno di distinzione tra i ceti più ricchi: erano capi unici fatti su misura per il Signore, che  spesso chiedeva  l’esclusività di modello e colore con il fine di distinguersi dagli altri.  Il 1862 è la data ufficiale della nascita del cartamodello, dove Charles Butterick inventa il cartamodello, per riprodurre qualsiasi capo di vestiario in maniera non più approssimativa. A cosa serve?

Il Cartamodello

Il cartamodello è lo sviluppo in piano di una forma tridimensionale. Non si tratta altro che  della “ Base” per  la realizzazione di qualsiasi capo di abbigliamento, quindi che si tratti di un abito o un paio di slip. Infatti il cartamodello è necessario per avere la giusta misura e forma del capo.

Come si realizza un cartamodello?

La misura principale per iniziare a realizzare un cartamodello è il torace, poi successivamente le spalle e i fianchi. Trattandosi di un disegno geometrico, nasce di conseguenza da calcoli precisi e da proporzioni da rispettare come la larghezza e la lunghezza.

Un carta modello può essere industriale ovvero si seguono delle  misure standard che vengono fornite da una tabella taglie ben definita, oppure può essere artigianale ,in questo caso le misure sono quelle prese direttamente sul soggetto che richiede la realizzazione del capo di abbigliamento, si parla in questo caso di “carta modello su misura”.
Naturalmente, il cartamodello deve tener conto di alcune  variabili: 

  • Il tessuto che può essere rigido o elastico;
  • Le cuciture che  possono “mangiare” fino ad un centimetro di tessuto quindi è importante lasciare sempre qualche centimetro abbondante per la cucitura. 

Su qualsiasi cartamodello  ci sono segni di riferimento come  le tacche che  permettono oltre ad ottenere la precisone della posizione delle tasche  anche l’unione tra i pezzi, la misura dell’orlo, la posizione  di bottoni e asole.
Nel mondo della sartoria ci sono anche altri modi per ottenere il modello base, come  la tecnica del Moulage “la tecnica del drappeggio” realizzata direttamente sul manichino, procedura questa alquanto complessa.

Comunque, qualunque sia la scelta del metodo, l’importante che il capo vesta a pennello.
La vestibilità infatti è molto importante perché permette di sentirsi a proprio agio, e di valorizzare i punti forti e di nascondere quelli deboli della persona che indossa il capo

“ Indossare un capo su misura è la chiave di bellezza e femminilità di ogni donna”

 

Cosa bisogna tener presente quando si realizza un cartamodello:

  1. Le altezze;
  2. Le larghezze;
  3. Le caratteristiche.

Non tutte le persone hanno lo stesso fisico, anche se comprano la stessa taglia. Molto dipende dai brand e dalle tendenze del momento riguardo la vestibilità di una taglia. In commercio possiamo trovare una taglia 42 slim fit oppure una taglia 42 oversize. Sarà il consumatore finale a districare la matassa e scegliere il capo giusto per sè. 

Le Larghezze

Il discorso ovviamente cambia totalmente nel momento in cui decidiamo di farci cucire su misura un abito, in questo caso il cartamodello da realizzare non è uno standard ma artigianale.

Le altezze

Sono le prime ad essere considerate in quanto sono le basi principali quando si va a costruire un cartamodello. Nelle altezze rientrano solitamente: lunghezza ascelle, lunghezza vita, lunghezza bacino, lunghezza manica, lunghezza ginocchio, lunghezza cavallo e lunghezza totale. Queste sono molto importanti soprattutto quando si realizzano tute.

Le larghezze

Si trattano di tutte quelle misure prese in circonferenza: torace, vita, bacino, ma rientrano anche la larghezza spalle, scollo, per individuare il punto seno, ecc.. Queste definiscono la taglia del cliente. Infatti, se per le altezze, servono per individuare la vestibilità del capo, le larghezze determinano il corpo stesso della persona, infatti non è detto che nelle misure standard altezza e larghezza sempre combaciano con la realtà.

Le caratteristiche

Può capitare che dopo queste due misure il capo comunque non vada bene, non è sempre detto che l’errore dipenda da misure prese sbagliate ma  da alcune caratteristiche personali del cliente che non permettono al capo di scendere in maniera perfetta come un busto leggermente più alto rispetto alla parte inferiore, braccia più lunghe, oppure un’anca leggermente più bassa dell’altra. Questi piccoli difetti fisici  naturalmente non sono sempre  visibile ad occhio nudo, quindi sarebbe cosa buona che il cliente li metta in evidenza fin dall’inizio. Comunque onde evitare errori e rallentamento del lavoro è buona norma lasciare un bel pò di centimetri di cucitura così da sistemare in seguito.

Un cartamodello al 90% è sempre perfetto ,ma  “la prova del nove” è mettere il capo realizzato  sul cliente e perfezionarlo  dopo averlo indossato”.

 

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