Guardaroba in Capsule: Meno Sprechi, Più Qualità

Antonella D'Eri Viesti

Antonella D'Eri Viesti

I tempi degli sprechi sono definitivamente sul viale del tramonto. Il lockdown, l’avvento e la diffusione massiva dello smartworking, e lo stravolgimento a cui abbiamo assistito in questi mesi, ci stanno prospettando l’arrivo di un mondo totalmente nuovo, anche per quanto riguarda la moda. La moda interpreta da sempre la vita delle persone, gli stili e i gusti e cerca di proporre anche soluzioni migliorative che possano calzare a pennello con i tempi, con gli eventi sociali e culturali, con le abitudini quotidiane. Per questo, uno dei nuovi trend da tenere sott’occhio nel mondo della moda è sicuramente il guardaroba in capsule.

Storia del guardaroba in capsule

L’invenzione del guardaroba in capsule non si può dire sia una cosa molto recente. Infatti, la prima a proporlo fu Susie Faux già negli anni Settanta. Eppure Faux era proprietaria di un negozio di abbigliamento, che quindi avrebbe avuto tutto l’interesse a vendere più capi possibili ai suoi clienti. Il pensiero di Faux, però, era quello di arginare gli sprechi proponendo nel suo negozio abiti di altissima qualità che potessero resistere al tempo e che potessero essere facilmente abbinati fra di loro. L’idea però, non riscosse molto successo allora.

Qualche anno dopo, nel 1985, Donna Karan propose una collezione in capsule che contava solo sette capi interscambiabili per ridurre i tempi di preparazione al mattino prima di andare in ufficio.

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Capsule: dopo insuccessi e consumismo

Ma gli anni Ottanta erano gli anni dei grandi consumi e del benessere, e così sia l’idea di Faux che quella di Karan finirono nel dimenticatoio. La gente lavorava, usciva e viaggiava moltissimo e amava spendere, tanto. Il trend del consumismo cattivo, specie dopo la diffusione sempre più massiva dei negozi in franchising, è rimasto in auge fino ad ora. La pandemia di portata globale ci ha costretti a ridimensionare ogni nostra esigenza, guardaroba compreso, cercando di guardare più all’essenziale e al necessario.

Capsule: perché i produttori dovrebbero sapere cos'è

Perché oggi i produttori del mondo della moda dovrebbero prestare realmente attenzione al trend del guardaroba in capsule? Perché i professionisti dell’abbigliamento dovrebbero attenzionare un fenomeno che apparentemente riduce gli acquisti nel mondo della moda? Perché se crediamo che la diffusione di un guardaroba in capsule possa davvero abbassare i consumi, ci sbagliamo di grosso. Infatti il guardaroba in capsule propone meno capi, ma di alta qualità; inoltre, possederne pochi vorrebbe dire anche riuscire a consumarli in minor tempo e questo poterebbe i consumatori comunque a dover acquistare un numero di capi ogni stagione.

Indi per cui non cambierebbe di molto il consumo, quanto più l’utilizzo che se ne farebbe.

Capsule: una rivoluzione per il mondo della moda

Alcuni studi dimostrano che la percentuale di persone che lavora in smartworking aumenterà sempre di più con i prossimi anni e che il coronavirus ha dato inizio semplicemente ad un cambiamento che sarebbe stato inevitabile. Infatti non recarsi più su un posto di lavoro per potersi sedere dietro una scrivania e stare davanti ad un computer per otto ore al giorno, ogni giorno, creerebbe un minore impatto dei gas e delle polveri inquinanti nell’ambiente. Per questo sempre più persone non avranno più bisogno di tanti abiti che adesso affollano i loro armadi stracolmi di cose inutili che non indossano più e che forse non indossavano neanche prima. Infatti ognuno di noi, su sessanta capi, di solito ne indossa regolarmente solo la metà. Convertire i propri e disordinatissimi guardaroba tradizionali in guardaroba in capsule significherà innanzitutto fare una scelta ecosostenibile e poi avere meno abiti ma di più alta qualità che possano essere funzionali ad una quotidianità diversa, che esige prima di tutto comodità e praticità.

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Capsule: quali capi prediligere?

Visto il prossimo avvento del guardaroba in capsule che si diffonderà sempre più velocemente tra i consumatori, i produttori dovrebbero badare bene a come investire le prossime energie nella produzione di capi.

Quali scegliere perché necessari e immancabili in un guardaroba in capsule?

Sicuramente capi dalle linee classiche e morbide, che possono abbinarsi su tutto e con tutto. Tra questi ricordiamo:

  • Capi dai colori neutri, come il nero, il bianco, il blu, il tortora e il grigio:

    basta con i colori troppo sgargianti, che possono andare bene per gli accessori; gli abiti devono essere quanto più neutri in modo che l’abbinamento fra di essi non causi troppi problemi o grosse perdite di tempo e poi così possono essere interscambili con molta più facilità rispetto a capi con tonalità o texture troppo ricercati.

  • Capispalla: in un guardaroba in capsule non devono mai mancare i capispalla: montgomery, trench, giacche classiche e chiodo in pelle.
    Questi capi sono intramontabili, ma soprattutto riescono ad essere molto versatili a prescindere dalle occasioni d’uso.
  • Cult: quando parliamo di grandi cult ci riferiamo sicuramente al tubino nero, ai jeans e alle camice bianche (sia per lei che per lui). C’è poco da fare, questi capi non possono mancare, perché sono l’emblema della versatilità e della comodità in ogni occasione e in ogni momento della giornata.

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Anche le scarpe nel guardaroba in capsule

Il discorso del guardaroba in capsule investe anche il mondo delle calzature, ancora più controverso di quello dell’abbigliamento. Dovendo spostarci di meno, viaggiare di meno, quindi camminare di meno, le scarpe ridurranno il loro potenziale, ma di certo non il loro fascino. Sarà difficile non cadere nella tentazione di non acquistarne un paio davvero troppo originale che forse non indosseremo mai in tutta la nostra vita. Resta però che nel nostro guardaroba non potranno mai mancare stivaletti neri, scarpe sportive bianche, sandali bassi e delle décolté nere, per quella uscita serale che aspettiamo da tanto.

 

 

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