Free Trade Agreements (FTA) : Che Cos'è?

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello

Al fine di sostenere il commercio internazionale, l'Unione Europea e i principali Paesi partner hanno concluso accordi di ampia portata che prevedono, per le merci originarie dei Paesi accordisti, un trattamento preferenziale, che comporta l'abbattimento totale o parziale dei dazi.

Gli Accordi di libero scambio, o Free Trade Agreements (FTA), sono dei veri e propri trattati internazionali che due o più entità statali concludono per facilitare e intensificare il flusso dei loro scambi commerciali. La necessità di sottoscrivere questi accordi deriva dal fatto che, nonostante le numerose norme e limiti a cui gli Stati sono sottoposti in virtù della loro appartenenza all’ OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), esiste ancora la possibilità per le diverse nazioni di scoraggiare le importazioni in determinati settori, per proteggerli dalla concorrenza estera. Oltre ai classici dazi, esistono ostacoli, dette barriere non tariffarie, che rendono più difficile il commercio in un certo ambito. Un esempio sono gli standard a cui un prodotto deve rispondere per essere commercializzato in un determinato Paese. Un trattato di libero scambio, o partenariato economico, permette agli Stati di accordarsi per abbattere reciprocamente queste barriere a beneficio delle proprie aziende che, oltre a guadagnare un accesso più facilitato ad un nuovo mercato, ne giovano principalmente sotto forma di riduzione dei costi di esportazione.

FTA_Free Trade Agreements

Gli Accordi di libero scambio e l’Unione Europea

Per i Paesi membri dell'Unione Europea, la competenza a negoziare questo tipo di trattati è delegata alle istituzioni comunitarie. In particolare la nomenclatura “accordi di libero scambio” in ambito europeo è utilizzata per riferirsi ai trattati di natura commerciale stipulati con Paesi sviluppati e le economie emergenti. L’iter che porta alla conclusione di questi trattati è molto lungo, non soltanto perché i negoziati richiedono tempo, ma anche perché i passaggi istituzionali sono numerosi. Una volta conclusi i negoziati, il testo sul quale si è raggiunto un accordo è tradotto nelle lingue ufficiali dell’Unione Europea e sottoposto all’approvazione del Consiglio. Dopo l’approvazione, l’accordo è firmato da un rappresentante per l’Unione Europea e un plenipotenziario dello Stato terzo.

Cosa significa esportatore autorizzato

Lo status di esportatore autorizzato è un elemento che caratterizza alcuni soggetti economici.Si tratta di una qualifica che può essere attribuita a una figura a fronte di una richiesta da presentare agli Uffici delle Dogane. Questa facilitazione viene rilasciata dalle autorità doganali e  permette alle aziende di poter attestare l’origine preferenziale dei prodotti esportati direttamente sulla fattura anziché mediante certificato Eur1.  Lo status di operatore autorizzato permette questa semplificazione anche quando il valore dei prodotti esportati risulta superiore a € 6.000: per importi inferiori a tale cifra la dichiarazione di origine preferenziale su fattura è sempre ammessa. Lo status di esportatore autorizzato comporta diversi vantaggi:

  1. Eliminazione dei tempi di attesa in dogana per il rilascio del Certificato Eur1
  2. Annullamento dei costi connessi con l’emissione del certificato Eur1 
  3. Riduzione dei rischi di errore, sanzionabili anche penalmente, relativamente ad eventuali discrepanze tra quanto indicato in fattura e quanto riportato nell’Eur1
  4. Vantaggio competitivo dato dalla velocità e dalla semplificazione della burocrazia doganale, questo certificato consente al soggetto di importare esente dazio o a dazio ridotto, ottenendo dunque un beneficio.

Come diventare esportatore autorizzato

La concessione dello status di esportatore autorizzato è condizionata alla presentazione di una domanda scritta dell'esportatore. La domanda di autorizzazione deve essere completa di tutte le informazioni necessarie per la verifica da parte dei funzionari doganali del possesso dei requisiti:

  • frequenza degli scambi con l’estero
  • descrizione dei processi produttivi e/o commerciali che determinano l’acquisizione dell’origine preferenziale dei prodotti
  • conoscenza della disciplina relativa agli accordi preferenziali e delle regole di origine applicabili ai prodotti esportati.
  • In particolare, lo status sarà rilasciato se l’esportatore è in grado di provare, in qualsiasi momento, il carattere originario della merce da esportare e se è in grado di fornire garanzie sufficienti sul carattere originario delle merci che riguardano le sue attività passate e presenti in tema di esportazione.

Nell’istanza, gli operatori possono richiedere la concessione del beneficio con riferimento ad uno o più Paesi, oppure per tutti i Paesi  o gruppi di Paesi che prevedono detta agevolazione nell’ambito dei regimi preferenziali adottati dalla UE.

L’autorità doganale competente, al termine dell’istruttoria e a seguito di audit presso l’azienda per verificare il possesso dei requisiti, rilascerà all’operatore economico un codice alfanumerico che lo identifica come esportatore autorizzato e che dovrà citare in fattura insieme alla dichiarazione di origine preferenziale.

Secondo quanto previsto dalla circolare n.97 del 29/4/1999 dell’Agenzia delle Dogane, ripreso anche nella circolare n.54/D dell’1/10/2004, “occorre verificare, con cadenza regolare, l’attività dell’esportatore autorizzato al fine di controllare il corretto uso dell’autorizzazione”, che pertanto può essere soggetta a verifiche periodiche. Lo status di esportatore autorizzato, con i benefici connessi, può dunque essere revocato dalle autorità doganali qualora sia accertata la perdita di uno dei requisiti.

Per saperne di più leggi quali sono I Paesi “accordisti”

Scambi commerciali internazionali

Perché le aziende non riescono ad utilizzare FTA

Lo  scopo principale di  free  trade  agreements  (FTA)  è quello di ridurre o rimuovere le barriere tariffarie che ostacolano  il  commercio attivo di beni e servizi tra i paesi  e per proteggere i diritti di proprietà intellettuale ma sono ancora poche le aziende che richiedono questo certificato. I motivi possono essere vari ma i più importanti riguardano:

  • Il rispetto degli accordi di libero scambio  può essere  complicato e richiedere molto tempo:  se da un lato  i vantaggi degli FTA possono essere immensi, il processo di conformità  può essere  oneroso e impegnativo. Qualificare le merci, fornire certificati  di origine, elaborare distinte base complesse, tenere traccia di uno o più accordi di libero scambio (tutta la  documentazione, la tenuta dei registri e  altri requisiti  )  può richiedere molto tempo ed estremamente complicato.
  • Una Tecnologia carente: non v'è dubbio che la tecnologia è un elemento che gioca un ruolo fondamentale negli scambi internazionali. Secondo il rapporto di KPMG, molte aziende coinvolte nel commercio internazionale sono ancora tecnologicamente  carenti. Ciò significa che si  utilizzano ancora  processi manuali inefficienti che potrebbero esporle a rischi e perdere  più tempo e risorse se decidessero  di adottare accordi di libero scambio.
  • La non conformità comporta pesanti sanzioni: la conformità di un prodotto in base a degli standard imposti dal certificato è  un processo complicato ,la non conformità si rivelerebbe un elemento costoso  con rischi intrinseci di multe costose e sanzioni governative che incidono sul profitto

Conclusioni

Gli accordi di libero scambio prevedono che l’azienda possa  entrare e competere in modo più  vantaggioso  nel mercato internazionale attraverso tariffe ridotte dando al  prodotto un vantaggio di prezzo rispetto alle imprese non-FTA. .

Tra i motivi per cui le aziende dovrebbero sfruttare gli accordi di libero scambio è la protezione della proprietà intellettuale. Gli accordi di libero scambio  possono aiutare a proteggere la proprietà intellettuale offrendo una protezione estesa per marchi, diritti d'autore, brevetti e segreti commerciali. Con gli Stati membri che accettano una procedura di applicazione adeguata e una pratica di trattamento equo, ciò può garantire che le questioni relative alla proprietà intellettuale non creino attriti inutili tra aziende in diversi paesi. 

Se dopo questo elenco di opportunità  stai pensando che solo le grandi aziende traggono vantaggio dagli accordi di libero scambio, ripensaci! Oltre il 90% delle esportazioni verso i paesi FTA proviene da piccole e medie imprese. Queste attività sono il cuore dell'economia Italiana e dei paesi dell’Unione Europea e dovrebbero essere quelle che trarranno il massimo vantaggio offerto dagli accordi di libero scambio.

 

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