Moda,Ultime Tendenze: Fast fashion vs Slow Fashion

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello

Ultimamente si fa un gran parlare di Slow Fashion, la moda sostenibile, etica e circolare nata come un fenomeno da contrapporre a quella più consumistica della “Fast Fashion”

La slow fashion ,oggi,viene considerata un’economia circolare da utilizzare per ridurre efficacemente l’impatto ambientale causato dalla moda Fast fashion.

slow fashion vs fast fashion

Ma la "Slow Fashion" può mettere in crisi la moda usa e getta del 9,99 euro?

La slow-fashion potrebbe forse rappresentare il futuro dell’industria tessile e promuovere nuove alternative come il mercato di moda di seconda mano e degli articoli di moda prodotti sul proprio territorio.

Prima della rivoluzione industriale, i capi di abbigliamento venivano confezionati dagli artigiani locali e le persone erano portate a comprare prodotti realizzati con tessuti che potessero durare più a lungo possibile. 

La moderna Slow Fashion, ha visto tornare in scena alcuni di questi vecchi modi di pensare. Incoraggia ad acquistare meno e capi di qualità superiore, realizzati con processi più sostenibili, celebrando le abilità degli artigiani che li producono.

Non si può parlare di Slow Fashion e Sostenibilità  senza nominare Stella Mccartney. Figlia d’arte, la McCartney lancia il suo brand nel 2011 con l’intento di offrire al pubblico capi alla moda ma prodotti senza derivati animali. Lo shaggy deermateriale sostenibile simile al camoscio, ne è un esempio: come tutta la linea di capi di abbigliamento e di accessori realizzati con fibre naturali o sintetiche. 

Un'altra azienda emblema dell’eco-fashion è l'italiana Quagga ,nasce nel 2010 dal lavoro di un gruppo di progettisti.  Al centro della loro attività vi è il rispetto per l’ambiente, per le persone e per le relazioni umane.Il punto forza delle loro collezioni sta nei materiali utilizzati: fibre 100% riciclate e prive di sostanze chimiche o nocive, a totale vantaggio della salute del consumatore. Senza però perdere di vista il design, il comfort e le prestazioni tecniche. 

La Slow fashion ha obiettivi e valori, non è tendenza, ma approccio consapevole al consumo del prodotto moda, capace di considerare la salvaguardia ambientale e il miglioramento delle condizioni lavorative.

Che fa acquistare meno abiti e di maggiore qualità, che dureranno più a lungo.

Certamente non potremmo mai definire il modello di produzione industriale come Slow Fashion,possiamo però affermare che i brand di moda che producono a livello industriale le due classiche collezioni ESTIVA / INVERNALE, sono certamente più Slow rispetto alle multinazionali della moda usa e getta che arrivano a produrre più di 50 collezioni in un anno.

 

Ma cos’è la fast-fashion ?

Nato all’alba del terzo millennio ,il termine fast fashion,viene utilizzato per riferirsi a quei colossi della moda che hanno fatto del prezzo conveniente la propria punta di Diamante.

La fast-fashion propone ai suoi clienti continui aggiornamenti e novità di articoli di moda. L’obiettivo consiste nel seguire sempre le tendenze, grazie ad alcuni stilisti che scrutano le sfilate di alta moda e nel riprodurle a basso costo e il più velocemente possibile.

Il target principale della fast-fashion sono i giovani (anche se oggi questa colpisce un po’ tutti), il cui budget è limitato. Questi si lasciano facilmente influenzare dalle tendenze promosse, in particolare sui social networks e dagli influencers. La fast-fashion dà l’opportunità ai giovani di seguire le tendenze a basso costo e di identificarsi socialmente alle norme della moda.

Fast Fashion

Sono tre i punti fondamentali sui quali puntano i grandi nomi della fast-fashion

  1. il prezzo: la globalizzazione e, in particolare, le delocalizzazioni, hanno permesso di abbassare i prezzi e di democratizzare la moda a discapito delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo la cui manodopera viene sfruttata da questi grandi colossi
  2. la reattività alle preferenze della clientela; se un prodotto non piace, viene immediatamente rimosso dagli scaffali, si cancellano i futuri ordini. Procedendo così, l’offerta si adatta sempre alla domanda, in maniera che questa venga soddisfatta.
  3. Dominanza: un requisito questo che richiede una certa maturità e potenza sul mercato,il che spiega perché la struttura del mercato della fast-fashion sia, in gran parte, gestita da grandi nomi/gruppi che conosciamo ormai tutti (Zara, H&M, Primark…)

SLOW FASHION vs FAST FASHION

nuove tendenze moda

Ma negli ultimi anni ,qualcosa è cambiato e la fast fashion ha dovuto iniziare a fare i conti con le numerose accuse provenienti da ogni parte del mondo per metodologie di produzione al di fuori delle regole considerate legittime,così come le materie prime di dubbia provenienza e con un controllo qualità che non tiene affatto conto delle certificazioni tessili e i conseguenti effetti collaterali sulla salute dell’uomo e dell’intero ecosistema.

Ora le catene della moda “usa e getta” devono fare i conti con la consapevolezza dei consumatori , sempre più attenti alle conseguenze etiche delle proprie scelte di consumo, molti di essi cominciano a preoccuparsi delle ricadute che l’industria tessile ha sull’ambiente

Ora il cliente finale ha una nuova concezione di intendere la moda. Quando acquista un capo di abbigliamento,capisce che non bisogna farsi attirare dalla marca o dagli influencer di turno che lo pubblicizza,ma occorre porsi delle domande:

  • E la qualità?
  • Dove è stato prodotto quel capo di abbigliamento che tanto ci piace?
  • Chi lo ha prodotto e come?

Rispondendo a queste domande si possono elencare i punti principali che vanno a costituire una sorta di statuto del movimento Slow Fashion e, inoltre, ci aiutano a diventare più responsabili e consapevoli prima di acquistare un capo d’abbigliamento.

qualità vs quantità

Quali sono le regole dello slow fashion?

  • Comprare in base alle reali esigenze: quindi cercare di capire quello che veramente ci serve
  • Scegliere la qualità: acquistare un capo di qualità sicuramente avrà un costo più elevato ma durerà nel tempo
  • Comprare meno:comprare solo il necessario ed eliminare ciò che non si utilizza;
  • Conservazione:se il capo viene conservato bene avrà una lunga durata

Conclusioni:

Attualmente il mondo sta attraversando uno dei periodi più bui dopo la seconda guerra mondiale.Un Virus proveniente dalla Cina ha contagiato il mondo intero.Il Covid-19 sta dettando nuove leggi di comportamento e in questo la moda è quella che ne sta pagando di più le spese.

Tutti i negozi dal più piccolo al più grande hanno dovuto abbassare le saracinesche con la conseguente perdita di profitti,annullamento di ordini e licenziamenti e molti di questi probabilmente non riapriranno più.

Il mondo della moda è un mercato che vale globalmente circa 2.300 miliardi di euro, le perdite saranno preoccupanti ed è possibile che il settore uscirà dalla crisi non solo molto danneggiato ma radicalmente cambiato.

Colpiti dalla crisi sanitaria, i marchi della moda, e in particolare quelli della fast fashion, sono costretti a prendere in considerazione di cambiare modello di funzionamento.

Occorre,nelle prossime stagioni, a partire da quelle prossime del 2021 , rallentare ,diminuire le collezioni ,essere consapevoli che nulla tornerà come prima.

Mi sento di concludere questo articolo con una saggia riflessione di uno degli stilisti più famosi al mondo, Giorgio Armani che così scrive al mondo della moda:

“Non voglio più lavorare così, è immorale!Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero.„basta con la moda come gioco di comunicazione, basta con le sfilate in giro per il mondo, al solo scopo di presentare idee blande. Basta intrattenere con spettacoli grandiosi che oggi si rivelano per quel che sono: inappropriati. Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla”.(cfr Giorgio Armani)

 

Giorgio Armani

 

C’è un tempo per ogni cosa...oggi per il Mondo della moda è il tempo di riflettere e cambiare!

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