Come Cambierà la Moda Dopo la Pandemia

Moda, Anna Wintour
Rocco Izzo

Rocco Izzo

Il Covid-19 ha occupato e sta occupando da tre mesi i notiziari globali, raccontando di perdite sia affettive che economiche che inevitabilmente hanno caratterizzato questo periodo.

Dal punto di vista economico e industriale, molti settori sono stati gravemente colpiti dalla pandemia e probabilmente subiranno conseguenze negative ancora per molti mesi.

La situazione non è delle migliori, ma è fondamentale iniziare a pensare già da adesso alle soluzioni e a come tirare fuori il lato “positivo” da questa situazione per una profonda rivisitazione del sistema industriale.

Il settore della moda, quali cambiamenti?

Uno dei settori che ha subito forse più di altri le conseguenze peggiori è quello del fashion.

La moda già prima del COVID, stava riflettendo su come poter cambiare e assecondare le richieste provenienti dagli stakeholders.

Nel corso degli anni, l’industria della moda ha subito diverse critiche e spesso ha dovuto cambiare e rivoluzionare i propri asset strategici. L’accusa che però più di tutte viene mossa nei confronti del settore moda è quello di essere molto poco attento alla sostenibilità e con un elevato tasso di sprechi.

Ed è per questo che la pandemia può “favorire” una trasformazione consapevole in modo tale da poter rispettare sia l’ambiente sia i lavoratori.

Il primo impatto è sulle sfilate, la domanda che tutti si stanno ponendo : “Vale davvero la pena spendere enormi cifre per una manciata di minuti e se è giunto il momento che il tutto si svolga “virtualmente” (proprio come successo durante il periodo del Covid)?

Proprio Anna Wintour, direttrice di Vogue, e una delle persone più influenti nel settore della moda, ha recentemente esposto alcune linee guida per quel che dovrà essere la moda nel prossimo futuro.

Wintour ha affermato che la moda sopravviverà a patto che si accetti questa “pausa” come un evento di riflessione piuttosto che una rincorsa al tempo perduto.

Ha affermato che già prima della pandemia, la moda stava andando verso la giusta direzione e ha pronosticato come da ora in poi il settore manifatturiero deve mostrare meno, quindi con una maggiore attenzione allo spreco e puntando meno sul lusso ma più sulla sostenibilità e sulla creatività.

Bisogna ripensare agli sprechi, ai soldi, al consumismo, e agli eccessi a cui tutti, me per prima, ci siamo abbandonati.

 

Wintour è consapevole del momento e del profondo cambiamento che il settore della moda dovrà affrontare, ma i vari brand saranno pronti a questo cambiamento?

E cosa più importante ci sarà una rincorsa nel recuperare il tempo perduto o si prenderà questo periodo per capire cosa e come cambiare?

Infatti molti stilisti si stanno domandando se è giusto che la moda continui sulla falsa riga del passato, in quanto per tanti è giusto non inseguire il fast fashion ma puntare su un modello che possa portare continuità nel tempo senza che si vada ad inseguire ossessivamente il rispetto della stagionalità.

Infine vogliamo concludere dicendo che è importante porsi il quesito di come poter risolvere il problema della sostenibilità, perché proprio l’ambiente in questo periodo di lockdown ha mostrato la sua parte migliore, prendendosi una rivincita sull’essere umano e facendoci capire che ha bisogno di essere curato e rispettato, infatti solo quando l’uomo si è dovuto fermare, il mondo ha potuto respirare e mostrare quante cose belle abbiamo intorno e che con il nostro modo di fare stiamo distruggendo.

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