Coco Chanel, 50 anni senza l'Icona della Moda

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello

Il 10 gennaio 1971, Coco Chanel si spegneva nella sua suite all'Hôtel Ritz di Parigi. Aveva 87 anni.Parigi e il mondo intero dicevano addio alla donna che rivoluzionò la femminilità, partendo dalla moda. Il suo contributo è stato notevole, al punto da diventare un’icona senza tempo per tutte le generazioni future, sino ai giorni nostri, che continuano a “subire” la sua influenza e la sua concezione di eleganza .Raccontare Coco Chanel e la sua biografia è un po’ come inoltrarsi nel mito. Chanel oggi è un impero da quasi cinque miliardi di euro di fatturato, traghettato nel nuovo secolo da Karl Lagerfeld, e che abbraccia diversi rami del fashion business: l'abbigliamento, gli orologi, la gioielleria, i profumi e il settore beauty.

coco-chanelGli Esordi durante la Belle Epoque

Gabrielle non nacque né in una famiglia dell’aristocrazia, nè in una dell’alta borghesia, aveva origini umili e proprio queste contribuirono a forgiare il suo carattere. Nata il 19 agosto 1883, in un ospizio di Saumur, Gabrielle rimane presto orfana: la madre scompare prematuramente e il padre Henri-Albert Chanel, un venditore ambulante, la abbandona giovanissima. Viene affidata con le sue due sorelle alle suore del Sacro Cuore, ad Aubazine. Questi sette anni trascorsi in orfanotrofio segnarono profondamente Gabrielle: guardando le sue creazioni si possono rintracciare i segni dell'influenza del periodo in convento. La purezza romantica del monastero le ispira un senso di austerità e l'amore per il bianco e nero; l'opulenza degli abiti religiosi e degli oggetti da cerimonia accese in lei la passione  per lo stile barocco, per l’oro e le gemme colorate che poi declinò nei suoi bijoux. A 18 anni lascia Aubazine e inizia una propria vita.Impiegata come commessa nella bottega Maison Grampayre a Moulins, allo stesso tempo è cantante in un caffè. La canzone “Qui qu'a vu Coco?” ispira il suo soprannome. Mentre canta incontra Étienne de Balsan, figlio di imprenditori tessili, che la invita a trasferirsi nel suo castello a Royallieu. È lui il primo finanziatore di Coco Chanel. Nel 1908 Chanel inizia a realizzare cappelli in paglia e nastri in raso, una novità a confronto dei copricapo sontuosi e ingombranti in voga in quegli anni, e apre i suoi primi negozi a Parigi, Deauville e Biarritz. Ben presto Chanel affianca ai cappelli anche la maglieria, le gonne e qualche vestito.Creatrice di moda e non semplice sarta, Coco non si riconosce nei corsetti rigidi della Belle Époque, negli abiti drappeggiati, ricchi di sottogonne, né nei decori esotici. Spesso vestita da uomo e ispirata dall’abbigliamento maschile, la stilista preferisce assecondare il corpo, realizzando lunghe gonne dritte, cardigan e bluse con morbide cinture in vita.La stilista sosteneva che:

la vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento

Fu così che Chanel impose una serie di modelli sportivi, dalle linee semplici e morbide, come i pantaloni alla cavallerizza, a vita alta, che amava portare assieme alla sua maglia Breton (un modello a righe con manica a tre quarti). Nel 1916  Rodier, industriale tessile francese, le dà in esclusiva l'uso di un nuovo tessuto, il jersey che si rivela essere il miglior interprete delle creazioni Chanel per la sua morbidezza la capacità di rendere libero il corpo della donna. Nasce da questo tessuto la combinazione vincente tra gonna, pullover e cardigan, un abbinamento distintivo della moda Chanel, realizzato per lo più nei toni del grigio, beige e blu scuro.

giacca Chanel a HollywoodTweed Chanel: Storia di una giacca che diventa stile di vita 

Ma che cos’è il Tweed? Un tessuto robusto di lana cardata, che al tatto risulta poroso e di medio peso. In origine era prodotto a mano, da filati irregolari che venivano tessuti in due o tre fili di trama, invece di uno solo.

Lo sapevi che: la leggenda narra che il nome derivi da una cattiva interpretazione di un mercante che scambiò twill (tweel in scozzese), armatura a saio caratterizzata da un tessuto a rigatura diagonale, con Tweed, il fiume che fa da confine tra Scozia e Inghilterra, dove nell’Ottocento si concentravano le fabbriche tessili di questo particolare tessuto. 

A consacrare il tweed, ci pensò Mademoiselle Coco Chanel, quando decise di utilizzarlo per l’abbigliamento femminile nel 1920, rivoluzionando completamente i canoni stilistici dell’epoca. Il tweed per lei rappresentava modernità e praticità; una lana cardata, quindi soffice e morbida, spettinata, che dava un aspetto naturale perché conservava le sue irregolarità.Nel 1924, introdusse il tweed nelle sue collezioni. Una stoffa né nobile né pregiata veniva così elevata a tessuto d’alta moda; della moda femminile soprattutto. Fu così che si diffuse in tutto il mondo e divenne uno dei tessuti più richiesti e quotati del mercato tessile. Nel 1927 Vogue America glorificò il suo lavoro, e nel 1928 definì il tweed come il tratto distintivo della Maison Chanel. Il tweed divenne parte soprattutto dell’immaginario estetico femminile: il 22 Novembre del 1963, giorno dell’assassinio del marito a Dallas, Jacqueline Bouvier Kennedy indossava un tailleur in tweed rosa della Maison Chanel in chiave bon-ton.

Oggi ,nell’anniversario dei 50 anni della sua morte,nessun altro indumento è così riconoscibile a colpo d’occhio come la giacca Chanel. Questo perché è come la firma di Mademoiselle Coco, un’impronta. Ma è anche un atto di libertà. Quando nel 1983 Karl Lagerfeld entra in Maison Chanel, decide di fare del tweed il tratto d’unione tra lo stile di un tempo e quello più contemporaneo; portando avanti lo spirito avanguardista che contraddistingueva la stilista. Nel 1985 l’ abbinò a un paio di jeans e a un top sportivo. Era il segno della rinascita. E soprattutto il segnale che quel pezzo ormai diventato leggendario, avrebbe saputo vivere altre mille vite

Chanel N°5

Era l’estate del 1920 e Coco Chanel era in vacanza sulla Costa Azzurra. In quell’occasione si recò da Ernest Beaux, profumiere sofisticato di origine russa del quale aveva sentito molto parlare, per commissionargli la creazione di un profumo profetico, semplicemente rivoluzionario. Ci vollero due mesi di lavoro prima che Ernest presentasse a Coco a Parigi in Rue Cambon 31 i dieci campioni, numerati dall’1 al 5 e dal 20 al 24. Lei scelse il n°5, quello sbagliato. Quella boccetta conteneva il risultato di un errore di laboratorio commesso da un assistente di Beaux che aveva aggiunto una dose eccessiva di aldeide. Un composto organico derivato dalla fermentazione degli zuccheri che ha un sentore molto simile al sapone. Il n°5 sapeva di donna, e fu quello della donna di Coco Chanel.Il lancio del profumo fu il 5 maggio,quinto mese dell’anno, "lascerò che questo numero gli porti fortuna”. Il resto è storia. Chanel N°5 ebbe un successo immediato.

Chanel N°5

La seconda guerra mondiale: l’Esilio  

La sua vita dal 1941 al 1954 è stata a lungo avvolta in voci e mistero, mai chiariti da Chanel o dai suoi numerosi biografi. Vaughan,un giornalista, corrispondente estero, e produttore cinematografico racconta come Chanel sia diventata , durante il periodo della seconda guerra mondiale,un agente nazista, come sia sfuggita all'arresto dopo la guerra e si sia unita al suo amante in esilio in Svizzera e come, nonostante i sospetti sul suo passato, sia riuscita a tornare a Parigi all'età di settant'anni e ricostruire l'iconica Casa presentando la sua prima collezione dopo l'esilio. In questa fase della sua vita si scorge  un profilo di  una donna risoluta che ha affrontato la storia, fatto scelte difficili, connivente, mentito, collaborato e usato ogni astuzia immaginabile per sopravvivere e vedere che le persone a cui teneva sono sopravvissute con lei.

Neiman-Marcus Award

Nel 1938, Stanley Marcus inaugurò il Neiman Marcus Award  portando stilisti e donne di stile europei e americani a Dallas. Denominati "Oscar dell'industria della moda", i Neiman Marcus Fashion Awards sono stati assegnati a stilisti famosi come Yves Saint Laurent, Elizabeth Arden, Christian Dior, Salvatore Ferragamo,Pierre Balmain, Grace Kelly, Valentino per citarne alcuni

L’amore tra la celebre designer e gli USA divenne maturo nel 1957, anno in cui anche a Gabrielle Chanel fu riconosciuto  il Neiman Marcus Fashion Award a Dallas, premio che la consacrò come la creatrice di moda con maggiore influenza del XX secolo. Gli elementi che la portarono a ricevere un premio così prestigioso oltre ovviamente al suo talento innato furono le materie prime rare, accuratamente selezionate, che Gabrielle sapeva esaltare, sublimare e reinventare. Ed è proprio partendo da queste caratteristiche uniche e super qualitative delle sue creazioni che nel 2019 nasce 1957, una fragranza luminosa contraddistinta da un accordo sensuale di otto muschi bianchi, delicatamente esaltata da note floreali, accenti boschivi, mielati e cipriati.

La sua storia in Un libro

Gli omaggi alla stilista francese si sprecano. Tra i tanti ricordi, le è stato dedicato anche il film "Coco avant Chanel". Gli amori, le passioni, i segreti di una donna che ha cambiato per sempre la moda femminile nei primi decenni del secolo scorso, sono stati  raccontati da Roberta Damiata nel suo nuovo libro biografico intitolato Coco Chanel - Unica e insostituibile, in uscita a Gennaio in occasione dei 50 anni dalla scomparsa della iconica stilista. 

Se sei nato senza ali, non fare mai nulla per impedire loro di crescere

ripeteva Coco Chanel a chi voleva incoraggiare. Questo, in fondo, è stato il suo mantra, il motto di una vita di successi cominciati salendo dal più basso dei gradini.”

Commenti

Ballerine: così eleganti, così intramontabili

Ballerine: così eleganti, così intramontabili

Personalizzazione di un Brand: Una Storia di Successo Firmata MakersValley

Personalizzazione di un Brand: Una Storia di Successo Firmata MakersValley

Un nuovo Inizio per l’Imprenditoria Femminile

Un nuovo Inizio per l’Imprenditoria Femminile

Impresa Giovanile: Come diventare Imprenditori di successo

Impresa Giovanile: Come diventare Imprenditori di successo

Una Storia Di Successo: L'Imprenditore Che Non Si Arrende

Una Storia Di Successo: L'Imprenditore Che Non Si Arrende

Fare Impresa: Storia di un Imprenditore Campano

Fare Impresa: Storia di un Imprenditore Campano

Come fare Impresa al Femminile

Come fare Impresa al Femminile

Giovani Imprenditori Si Nasce o Si Diventa?

Giovani Imprenditori Si Nasce o Si Diventa?

MakersValley: Obiettivo 1000 Progetti

MakersValley: Obiettivo 1000 Progetti

Diventa parte della nostra comunità di Produttori Italiani

Registrati