Startup Italiane di Successo: ACBC Sneakers Sostenibili

Startup Italiane di Successo: ACBC, Sneakers Sostenibili | MakersValley Produttori
Giorgia Campagna

Giorgia Campagna

Innovazione, sostenibilità, creatività e qualità del Made in Italy: sono queste le parole chiave di una storia di successo tutta italiana. L’eccellenza dei prodotti italiani nel settore moda fa parlare ancora una volta di sé in Italia e nel mondo. Lo stile, l’eleganza e la perfezione che i grandi nomi della moda italiana hanno esportato nel mondo, oggi vedono il loro corrispondente nelle startup italiane che uniscono la qualità e lo stile classici della moda italiana con l’innovazione e la sostenibilità. Nel settore calzature, ne è un esempio la startup ACBC

Startup innovativa: ACBC

La storia di ACBC nasce nel 2016, quando gli ideatori, due giovani milanesi, Gio Giacobbe e Edoardo Ianuzzi, si trovavano uno in Cina e l’altro nel Regno Unito, ed entrambi lavoravano per grandi firme nel campo della moda. Una storia già sentita centinaia di volte, quella famosa fuga di cervelli, di giovani e brillanti menti italiane che finiscono col lavorare dall’altra parte d’Europa o del mondo. Ma a volte le storie che sembrano avere un finale già scritto, possono invece cambiare, ed è questo il caso: quei due giovani italiani hanno un’idea e decidono di trasformarla in realtà e in un business di successo e riescono a portarla in Italia. 

Così nasce nel 2017 ACBC, con un progetto di equity crowdfunding sulla famosa piattaforma Kickstarter, dove il video in cui spiegavano la loro idea della sneaker componibile ha ottenuto più di 50 milioni di visualizzazioni in pochissimo tempo. Da lì i primi negozi monomarca del brand, prima in Cina e in Italia e poi nel resto del mondo, poi le collaborazioni con le grandi firme, le certificazioni e i riconoscimenti. 

Brevetto Zipshoe scarpa componibile

Foto dal sito di ACBC

ACBC la scarpa componibile

Qual era la grande idea dei due giovani milanesi? Rivoluzionare il mercato dello sportswear, delle sneakers, fondamentale nella vita quotidiana di tutti noi. Le nostre scarpiere sono ormai popolate dalle sneakers, di diversi modelli, diversi colori, più o meno sportive o eleganti, una per ogni occasione. 

Ed è qui che trova le sue fondamenta l’idea di ACBC:  le scarpe componibili sono composte da una suola alla quale grazie ad una cerniera è possibile unire  diversi tipi di tomaie, quelle che loro definiscono skins, ovvero diversi tipi di pelle, una per ogni occasione senza dover comprare la scarpa intera. 

Compriamo tante paia di sneakers per adattarle alle diverse occasioni, quelle più classiche e formali che usiamo per andare in ufficio non sono le stesse che usiamo per l’aperitivo con gli amici e così via. Ed in una vita sempre più frenetica soprattutto in città (o almeno così ricordiamo la vita prima della pandemia), spesso non c’è il tempo di tornare a casa a cambiare outfit. Ma al posto di portarsi in borsa un paio di scarpe di ricambio, basta portarne soltanto un pezzo.

Si parla di skins anche perché le tomaie sembrerebbero essere in pelle, ma attenzione, non si tratta di pelle animale! I tessuti utilizzati per la creazione delle scarpe sono infatti un’altra grande porzione di innovazione che caratterizza queste scarpe. 

ACBC: La scarpa componibile

Foto dal sito di ACBC

Sneakers sostenibili ed organiche verso un’economia circolare

La praticità e l’attrattività dell’innovazione non sono gli unici motivi che hanno portato alla creazione di questo modello di sneaker. Infatti, le scarpe ACBC sono tra le più sostenibili in commercio e l’obiettivo finale dell’azienda è proprio quello di dirigersi sotto ogni aspetto verso un modello di economia circolare, ed è già attenta ed estremamente green sotto molti punti di vista. 

Come lo stanno facendo? Elenchiamo alcuni fattori fondamentali e decisamente da cui prendere esempio:

  • Molte delle tomaie che possono essere attaccate alle suole sono fatte di ecopelli vegetali: i tessuti di pelle impiegati sono tutti ricavati da sostanze vegetali o riciclate e le scarpe sono tutte assolutamente animal free. I materiali impiegati sono tra i più ecosostenibili ed anche innovativi: 
  • BioSkin, ecopelle derivata dal mais
  • AppleSkin, ecopelle derivata scarti alimentari delle mele
  • Piñatex, ecopelle derivata dagli scarti dell’ananas
  • GrapeSkin, ecopelle derivata dagli scarti del vino 
  • HempFiber, ecopelle derivata dalla canapa.

Tessuti sostenibili: Pinatex pelle vegetale

Foto dal sito di Piñatex

Inoltre la foam delle suole viene realizzata dalla alghe, Algafoam, o dal riciclaggio di bottiglie di plastica, della gomma o delle suole di scarpe utilizzate, ma anche da bamboo e sughero.

  • La tecnologia brevettata ZipshoeTM permette di risparmiare risorse e di diminuire le emissioni dovute alla creazione di un paio di sneakers. Producendo meno suole si inquina di meno.
  • Nei punti vendita ACBC sono inoltre presenti dei contenitori per la raccolta di scarpe usate, non solo scarpe ACBC ma anche di altre marche, che verranno riciclate ed utilizzate per la costruzione di parchi giochi per bambini.
  • Anche la scatola e l’imballaggio sono fatti di materiali ecosostenibili e totalmente riciclati, oltre ad aver un volume inferiore dell’80% rispetto alla norma.

Tutti punti che favoriscono la sostenibilità e la circolarità delle scarpe per limitare l’impatto ambientale. 

Da crowdfunding a startup sostenibili di successo 

Dal primo crowdfunding del 2017 all’ottenimento della Certificazione B Corporation, ACBC di strada ne ha fatta. I punti vendita monomarca ACBC si sono arricchiti con le collaborazioni con grandi brand del calibro di Moschino, Emporio Armani, ma anche Save the Duck, Ice Play e Pantofola D’Oro. 

ACBC collabora con Moschino

Foto dal sito di ACBC

Il 2020 è stato per la startup un anno proficuo, essendosi aggiudicata 300 mila euro di finanziamenti dalla B Hero, programma televisivo nella forma di una docu-serie che racconta le realtà imprenditoriali ed innovative italiane. L’anno si è concluso inoltre con un round di 240 mila euro da parte del Club degli Investitori. Solo per nominare alcuni traguardi.

È invece di qualche giorno fa l’ultima notizia: dal 26 marzo ACBC è la prima azienda di calzature italiana ad aver ottenuto la Certificazione B Corporation, una certificazione rilasciata dall’ente internazionale non-profit B Lab. La certificazione viene rilasciata a quelle aziende che promuovono un tipo di business innovativo e che si distinguono per il loro impatto positivo sull’ambiente ed anche sulla società. Un riconoscimento che prova l’impegno e la dedizione dell’azienda per raggiungere l’obiettivo di azienda sostenibile e si inserirsi in un modello di economia circolare. 

In pochi anni la startup italiana ha sicuramente fatto parlare di sé e raggiunto obiettivi invidiabili. È la prova che le grandi cose possono nascere anche dal nulla, che gli italiani continuano a farsi notare e a primeggiare nel settore della moda. È anche la prova che i sogni possono essere realizzati e che i cambiamenti sono possibili, d’altronde è lo stesso acronimo dell’azienda a dircelo, Anything Can Be Changed, tutto può essere cambiato, basta crederci.

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