5 Consigli Per Le Imprese Per Riprendersi Dal Coronavirus

Franca Gragnaniello

Franca Gragnaniello

Indipendentemente da quelli che saranno i finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità Europea per fronteggiare la crisi mondiale causata dal Covid 19, tutte le attività d’impresa sono chiamate a rispondere in modo efficace ed efficiente ad un piano di ripresa che prima su tutto deve partire dall’interno della propria azienda.

La velocità,la dinamicità e la capacità di adattarsi di un’azienda saranno gli elementi fondamentali per trasformare la crisi in opportunità. Alla base di tutto c’è la consapevolezza che nulla sarà come prima e quindi occorre mettere sul tavolo idee nuove e nuovi cambiamenti. Restare fermi significa condurre la propria azienda a morte sicura. Dobbiamo correre per rilanciare la nostra economia aziendale.

La storia ci insegna che ad ogni periodo di crisi è subentrata sempre la resilienza italiana con la voglia di ricominciare più forti di prima. Uno degli ostacoli da superare per un’azienda è la staticità nelle varie attività. Siamo abituati a processi di pianificazione trimestrale o annuale, il più delle volte secondo uno schema di ritualità che non rimette in discussione lo scenario di riferimento.

E’ un dato di fatto che il Lockdown che ha imposto la chiusura di tutte le attività ha fatto cadere le aziende in un grande sconforto dovuto alla non conoscenza di un problema inaspettato, ma ora è di vitale importanza per un’azienda passare alle strategie di ripresa e post ripresa ,questo processo deve necessariamente essere rapido. Questo è il momento per guardare al futuro e costruirlo con i propri clienti.

Per questo motivo abbiamo raccolto qui di seguito un insieme di consigli e pratiche da adottare, affinché ogni impresa possa avere risposte affidabili e concrete in questo periodo di profonda incertezza.

statistiche

In che modo fronteggiare questo periodo che non avrà breve durata?

Questi alcuni nostri consigli.

  • -Cercare di fare squadra:creare nuove Competenze e formazione
  • -Prendersi cura dei clienti:
  • -digitalizzare la propria azienda
  • -internazionalizzare la propria azienda
  • -rendere green la propria azienda

Cercare di fare squadra:creare nuove Competenze e formazione

La prima azione per far fronte a un'emergenza è la creazione di un team dedicato alla gestione della crisi.È prioritario istituire all’interno dell’azienda un team preparato e capace di gestire l’emergenza in maniera coordinata e di riformulare nuovi modelli mentali e di strategie.Questo processo deve necessariamente essere rapido, pertanto deve avere una linea di comando agile e veloce, in cui le decisioni più importanti vengono prese da poche persone,evitando così che ogni singolo passaggio resti bloccato in attesa di consultazioni , dibattiti e divergenze di opinioni.Reazioni rapide e coordinate richiedono una leadership forte e risoluta restando però sempre sensibili e pronti ad accogliere ogni singolo feedback e proposta che arriva dai propri collaboratori.

Prendersi cura dei propri clienti

Continuare a Comunicare con i clienti nonostante, come da regolamento, siano state sospese tutte le riunioni e gli incontri.La capacità di rimanere in contatto con i propri clienti, dimostrando vicinanza a prescindere dalla concretizzazione di una vendita, si conferma un elemento fondamentale in un periodo caratterizzato dal distanziamento sociale. Certamente supportare i propri clienti aiuterà a stringere le relazioni più durature, favorendone la fidelizzazione. Al fine di preservare tale rapporto in un momento di difficoltà come questo, è bene decidere quali servizi e risorse speciali si possano fornire loro. Sebbene tutti i clienti siano importanti, potrebbe essere necessario stabilire delle priorità di intervento, prendendosi cura prima dei più fedeli e, in un successivo momento, la totalità della propria community.

Questo potrebbe essere il momento giusto per proporre offerte e sconti per mantenere la propria clientela e, potenzialmente, attirarne di nuova.

Digitalizzare la propria azienda:

Purtroppo ad oggi, solo il 26% delle PMI ha raggiunto un buon grado di maturità digitale per essere realmente competitive a livello globale.E questo è un grave problema, dal momento che le 200.000 PMI generano il 41% del fatturato italiano, avendo così gravi ripercussioni sull’economia locale e sulla competitività a livello mondiale. (leggi qui)

I motivi:

  • pessimismo verso il futuro
  • I costi
  • Mancanza di reali competenze digitali nelle aziende;
  • Scarso supporto esterno, soprattutto dalle istituzioni;

L’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, infatti, ha registrato uno stato poco incoraggiante: in Italia, prima di tutto, manca la volontà di innovare e purtroppo questa mancata innovazione potrebbe causare la morte della stessa azienda.E’ di vitale importanza per un’azienda, se vuole restare in vita, riorganizzare e aggiornare i canali di vendita.Le aziende possono superare questa crisi solo servendosi del know-how e della tecnologia come fattore abilitante.

Le Imprese hanno davanti due scenari:questa crisi può consacrare la pericolosa tendenza alla stagnazione oppure diventare, almeno per la parte più dinamica del Paese un detonatore. andando ad accelerare tendenze positive di modernità. Quindi l’innovazione può dare il suo contributo, se non a ritrovare la normalità forzatamente perduta, almeno a trovare una quotidianità diversa nella quale non dover rinunciare a lavorare.

gestione ripresa

Internazionalizzare la propria azienda

I rinvii e le cancellazioni delle fiere stanno avendo ripercussioni economiche importanti per le aziende espositrici e l'industria delle fiere di tutto il mondo. La spina dorsale del settore fieristico sono le micro e piccole imprese e la mancanza di attività commerciali le sta mettendo a rischio immediato di fallimento.E’ questo il momento adatto per le aziende di sfruttare le varie piattaforme digitali per fare in modo che i propri prodotti arrivino direttamente a tutti i clienti che sono in rete. Export e internazionalizzazione sono fattori decisivi per espandersi.E’ un dato di fatto che le imprese che esportano e investono all'estero sono più solide di quelle che operano soltanto all'interno dei confini nazionali e crescono ad un ritmo maggiore.

Non sono solo le imprese grandi che esportano,negli ultimi anni infatti , molte piccole realtà,usufruendo delle varie piattaforme che si occupano del B2B & B2C hanno aumentato il loro volume d’affare. In una situazione di stallo come questa che stiamo vivendo ,per le PMI italiane, ampliare le mete di destinazione e diversificare verso nuovi mercati è una necessità. La digitalizzazione dei servizi comporta certamente un investimento iniziale più importante. D’altro canto si tratta di un impegno indispensabile per snellire, standardizzare e rendere più sicure le transazioni e al contempo aumentare i volumi di vendita.

Investire sulla sostenibilità e green economy

«Sbaglia clamorosamente chi pensa che la sostenibilità passerà in secondo piano nella ricostruzione dell’economia mondiale post Covid-19: è un percorso senza ritorno, per fortuna».(cfr. Amministratore Enel Starace -Sole 24Ore -Green economy)

Il lockdown ha messo l’industria della moda davanti alla possibilità di ripartire basandosi su nuovi valori, primo su tutti la sostenibilità ambientale e sociale.

Secondo lo studio di Censis e Confcooperative, entro il 2023 il green genererà mezzo milione di nuovi posti di lavoro, più del doppio del digitale.

Il cambiamento radicale verso una moda guidata dal valore della sostenibilità impone alle aziende di prendersi la piena responsabilità dei costi non solo economici della produzione di abiti e accessori. Significa metterci la faccia in ogni passaggio della filiera di produzione, controllarla, certificarla, garantirla. Mai come ora i datori di lavoro delle aziende di qualsiasi settore hanno compreso come non vi sia futuro nello sviluppo se nel progetto sottostante e negli obiettivi che ne delineano la strada non siano chiamati anche i lavoratori stessi.

recovery fund

Conclusioni:

Concludo dicendo che mentre scriviamo questo articolo,l’Unione Europea ha firmato un Accordo Storico denominato : Recovery Fund (per saperne di più leggi qui) Saranno stanziati Fondi Utili per rilanciare l’’Economia Mondiale,messa a dura prova dal Coronavirus. Ora tutte le imprese hanno la responsabilità di attuare un piano di rilancio e di ripresa che non deve essere individuale ma collettivo, perché solo uniti riusciremo a far fronte a questa crisi. Ciò richiede una collaborazione senza precedenti all’interno del settore, anche tra concorrenti. Nessuna azienda supererà la pandemia da sola e i fashion players dovranno condividere dati, strategie e approfondimenti su come navigare in mezzo alla “tempesta”

 

imprese-e-covid-19

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